Whatsapp versione web: una falla tiene in ostaggio gli utenti

Gli oltre 200 milioni di utenti possessori di Whatsapp sono finiti in pericolo a causa di una falla nell’app di messaggistica, alla fine si agosto 2015. Gli hacker hanno preso di mira l’applicazione di proprietà di Facebook e, come riscontrato dalla società di sicurezza Check Point, ne hanno messo a rischio le funzionalità sulla versione web da pc.

Una falla molto pericolosa, anche considerando che poteva essere l’origine di un virus che avrebbe attaccato inesorabilmente la maggior parte degli utenti. Dopo aver festeggiato i 900 milioni di iscritti, Whatsapp se l’è dovuta vedere prontamente con gli hacker che hanno introdotto una importante falla nel sistema. L’alterazione è stata subito individuata dagli esperti e rimossa: questa avrebbe permesso la diffusione di un virus che avrebbe preso in ostaggio i dispositivi degli utenti iscritti a Whatsapp.

In pericolo sarebbero finiti gli utenti che usano la versione web di Whatsapp, ovvero quella che si può utilizzare tramite un pc. La pericolosa strategia messa in atto dagli hacker prevedeva l’invio di numeri da inserire in rubrica sotto forma di file formato vCard. Molto simili a quelli originali, questi vCard ingannevoli nel momento in cui fossero stati aperti, avrebbero permesso al virus di inserirsi nel sistema di quel dispositivo. Ciò che era necessità per gli hacker era semplicemente il numero di telefono associato ad un determinato account Whatsapp.

Dettagli importanti dunque quelli rivelati dall’agenzia di sicurezza, Check Point: l’infezione del sistema di Whatsapp Web è stata scoperta lo scorso 21 agosto per essere poi del tutto risolta il 27 agosto. E intanto sul web il famoso servizio di messaggistica istantanea finisce sotto accusa. Tanti gli utenti che si sono ribellati a questo pericolosissimo rischio virus e che hanno appoggiato la votazione negativa della Electronic Frontier Foundation. Secondo una ricerca svolta dalla fondazione, Whatsapp viene bocciato in merito al trattamento di dati personali.

Dunque privacy a rischio, secondo l’EFF per chi usa l’app di proprietà Facebook. In molti hanno appoggiato questa bocciatura e potrebbe dunque aprirsi una fase delicata per i gestori del servizio.