Facebook, nella sua continua innovazione, cerca di aumentare i suoi seguaci ed appasionati, portando grandi novità quasi ogni giorno. Facebook, a giorni, lancerà Notify: un giornale interattivo, che va a caccia di pubblicità. E’ un’applicazione indipendente da quella del notissimo e familiare social network e sarà in grado di consentire di seguire storie e trend da tutto mondo. Il lancio è previsto approssimativamente per la settimana prossima. Di seguito tutte le caratteristiche.

A facebook non bastano i commenti, con Notify, ci permetterà di essere sempre aggiornati

Facebook non si accontenta più di essere solo un social, ora vuole le notizie vere e proprie. Notify è infatti un’applicazione del tutto  indipendente da quella di Zuckerberg e consentirà, a chi accede al proprio account, di leggere gli articoli degli editori partner del social stesso. Il frequentatissimo sito, nato quasi per riallacciare vecchi rapporti di amicizia e parentela, è sempre stato grandemente interessato all’editoria negli ultimi tempi però, per mezzo di Instant Articles tutto il suo interesse è stato incrementato.

Istant Articles è un sistema in grado di consentire, a chiunque abbia l’accesso a Facebook, di caricare velocemente qualsiasi contenuto multimediale proveniente dai giornali, che aderiscono, inoltre trasformerà gli articoli in vere e proprie esperienze, in cui il lettore si immergerà e potrà interagire. Con Notify, che molto probabilmente arriverà questa settimana, iniziando dagli Stati Uniti, Facebook fa un enorme passo avanti. Diventa infatti un aggregatore dei nostri pensieri e parole, oltre dei commenti fatti dalle varie persone tra i contatti e meno,  ma anche dell’informazione tradizionale.

Vogue, Washington Post e CBS ma anche New York Times, Spiegel, Bild, BBC, prendono già parte dell’iniziativa

Si intende portare in questo modo l’informazione nelle mani della mobile generation e di crescere un’altra e nuova generazione di lettori, quello non detto però è molto più interessante. Non ci è stata svelata però una parte di informazioni molto interessanti, da un lato c’è la pubblicità, che è l’unico motore economico di un social “gratuito” e che vive dati, che noi gli forniamo. La pubblicità tra un articolo e l’altro porterà a casa Zuckerberg ancora maggiore ricchezza, che gli consentirà di crescere e vegetare rigogliosamente.

Il miliardo e mezzo di utenti, che sono ora attivi aiuteranno il social a crescere e prosperare con la nuova applicazione. Secondo gli ultimi dati, la pubblicità mobile è aumentata del 72 per cento rispetto al 2014 ed è arrivata alla incredibile cifra di 3,3 miliardi di dollari. Di questa quota Facebook vuole la fetta più grande. Con Instant e Notify si potrà leggere, condividere e commentare senza mai usciredi casa ed il web diviene quindi solo di rado un terreno d’esplorazione.

Maggiore è il tempo, che noi Trascorriamo in Facebook, più il sistema si arricchisce di nostre informazioni su di noi

In questo modo il nostro valore per chi opera nella pubblicità aumenta di valore. Assomiglia ad una ruota che gira, con un piccolo problema, coloro che guadagnano sono sempre gli stessi, mentre gkli utenti sono coloro che portano gli introiti. Un’altra scoperta molto prosperosa, d’altra parte tuuto vive sul commercio, che senza la pubblicità non gira.

Facebook non è solo in questa conquista dei lettori mobile, anche Apple nel settembre 2015 ha lanciato la nuova applicazione: News, altro aggregatore che funge da edicolante. Google invece si è accordato con 30 editori per le sue Accelerated Mobile Pages, pagine web che hanno contenuti multimediali come video, animazioni e grafiche che si caricano istantaneamente per non far perdere tempo al lettore. La stessa cosa accade anche le pubblicità. Snapchat si unisce alla partita con Discover e le sue videonotizie mentre Twitter ha Moments, un servizio che unisce tweet a filmati di giornalisti e utenti per creare una raccolta di storie multimediali. L’informazione sta conducendo una lotta accanita per aggiudicarsi il primato tra i social ed è solo ai primi passi, peccato che a farne le spese, senza saperlo, siamo tutti noi.