La bomba e il governo silente

Rispetto a questo rischio il silenzio del governo diventa giorno dopo giorno sempre più imbarazzante. La sensazione di trovarsi di fronte a un apprendista stregone che ha perso il controllo della situazione è forte se si scorre la lista dei clienti che hanno foraggiato con milioni di euro in questi anni Hacking Team comprando la licenza per l’uso della sua arma informatica. La Polizia Postale (in cambio del software e del manuale ora disponibile a tutti e anche dell’assistenza), ha speso per esempio una somma che supera gli 800 mila euro.

Ora il mostro foraggiato dallo Stato potrebbe rivoltarsi contro i cittadini. Se la fase attuale – gratuita e pubblica ma incontrollata – pone dei rischi enormi anche l’uso fatto finora in segreto pone dei grandi dubbi. Chi ha utilizzato i software della Hacking Team in questi anni e per quali scopi?

Il servizio segreto interno, l’Aisi, assicura di non aver mai usato i software in questione mentre dalle mail pubblicate sul sito Wikileaks appare chiaro l’utilizzo da parte del servizo segreto estero, l’Aise, e dei corpi di polizia giudiziaria, dal Ros dei carabinieri allo Scico della Guardia di finanza, fino alla Polizia Postale. Non è neanche chiaro se, questo strumento, sia pacificamente utilizzabile per fini istituzionali, ovvero per le indagini delle procure, considerato che il garante della privacy, Antonello Soro, in un’intervista a la Repubblica, ha detto che bisogna riportare l’utilizzo di questi strumenti “entro il perimetro della Costituzione”. E ha aggiunto: “Le modalità tradizionali di intercettazione comportano procedure determinate e limitate nel tempo, prorogabili solo dal magistrato, sottoposte a misure severe previste dal codice penale. L’intera operazione è tracciata. Invece Galileo può essere cancellato d al l’operatore che lo controlla a distanza senza lasciare tracce rilevabili neppure con tecniche sofisticate. Senza contare che le intercettazioni possono durare un tempo infinito”.

Nonostante queste dichiarazioni, a due settimane dal “furto” dei dati, continua l’assenza di dibattito politico sul tema. Eppure, on line, non sono disponibili soltanto i file per installare il programma e il manuale d’istruzioni del Ministero dell’Interno, ma anche audio sui quali è necessario fare chiarezza.

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