Fra tutte le arti conosciute, la pittura ha sempre goduto di una certa rilevanza ed è stata spesso inserita in un posto d’onore: considerata spesso come arte maggiore, la pittura gode di rispetto e di apprezzamento anche perché essa rappresenta, forse molto prima e molto più di altre arti, non solo il rispetto verso i canoni estetici e tecnici del movimento artistico a cui fa riferimento, ma anche le caratteristiche psicologiche e creative – in qualche modo, individuali – del pittore in oggetto.

Pittori famosi come Giotto, Caravaggio, Picasso, ma anche Monet, Manet, Degas, Mirò, venivano – e vengono tutt’oggi – apprezzati anche per le loro specifiche caratteristiche intellettuali ed estetiche, oltre che per la propria sensibilità artistica, unica ed irripetibile in ognuno di loro e che ben li definisce nelle loro opere artistiche.

Parlando di pittura come arte maggiore, Leon Battista Alberti distingueva, appunto, le arti in arti minori ed arti maggiori, considerandone soprattutto gli aspetti intellettuali oltre che manuali: un’opera d’arte come un dipinto o un quadro arriva molto prima all’occhio ed al cuore di un critico come di un inesperto, toccando e facendo vibrare le corde del cuore e della sua sensibilità estetica ed artistica. Non è quindi un caso che pittori famosi e non, abbiano fatto la storia dell’arte soprattutto per alcune correnti artistiche: pensiamo all’impressionismo – di cui ricordiamo Van Gogh, Monet, Manet, Degas – oppure al Cubismo, o ancora al Dadaismo ed al Surrealismo, in cui la pittura ruba il posto in scena ad altre arti, diventando vera espressione di quella corrente artistica in oggetto.

Inoltre, a differenza della scultura – per giudicare la quale è spesso necessario avere una maggiore competenza – la pittura si svolge su linea bidimensionale, rendendo molto più semplice il giudizio, anche da parte di un inesperto: mentre la scultura si esprime su tre dimensioni, la pittura è immediata, schietta, priva di altri orpelli che potrebbero indurre in errore o in qualche modo distrarre l’occhio dell’osservatore.

È anche per questo motivo che ci è più facile comprendere ed apprezzare un’opera pittorica – anche di un’artista meno famoso o comunque contemporaneo – che una scultura: d’altronde, pensiamo a quante case siano decorate con quadri e dipinti!

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