Non è previsto il rimorso spese per i prof fuori sede

Le spese che normalmente un professore deve sostenere sono molteplici e non riguardano in molti casi la scuola stessa. Si tratta del vitto, dell’alloggio, del carburante oppure dei mezzi di trasporto necessari per raggiungere il luogo di lavoro. Tutte queste spese sono esclusivamente a carico del docente, senza alcuna differenza che si tratti di un supplente o uno di ruolo e senza considerare se il professore sia o non fuori sede.

Nel mese di Ottobre 2015 perverranno in busta paga agli insegnanti a tempo indeterminato ben 500 euro da parte del Ministero per l’Istruzione sotto la dicitura Bonus Autoformazione. Questo bonus non può assolutamente essere utilizzato per ammortizzare le numerose spese a carico del professore ma esclusivamente a scopi formativi come predisposto dalla legge 207/2015 e l’uso va documentato.

Il motivo per cui non sono previsti i rimborsi è sempre lo stesso, vale a dire che si presuppone che l’insegnante faccia una scelta autonoma e personale di lavorare fuori sede. L’insegnante infatti può scegliere la città ogni volta che vengono riaperte le graduatorie. A questo punto si presuppone che scelga il posto più vicino e comodo per lavorare e non quello dove ha più probabilità di avere un posto.

Quest’anno il problema si è presentato in maniera più massiccia, anche a seguito dell’approvazione della legge sulla Buona Scuola. Per questo motivo ad agosto era stata avanzata una proposta da Emiliano, il Governatore della Puglia del PD. Emiliano proponeva, in risposta ad una legge che non prendeva affatto in considerazione le esigenze degli insegnanti, di dare aiuti concreti per quanto riguarda il prezzo degli affitti e i viaggi in treno.

Ma di questa proposta di legge non si sente più parlare, è anzi sparita nel nulla come se non fosse mai stata avanzata. Del resto, erano state chiare da subito le difficoltà attuative di un eventuale aiuto di questo genere. In definitiva, gli insegnanti, ma in generale tutti i lavoratori della scuola, si sono sentiti fortemente abbandonati da uno Stato per nulla intenzionato a venire in loro soccorso.

Probabilmente l’assenza di agevolazione per i fuori sede si tradurrà, per l’anno scolastico 2016-2017, in un maggior numero di richieste di mobilità e di mobilità speciale.

CONDIVIDI

Facci sapere cosa ne pensi !