Riforma Buona Scuola 2015: la nuova vita delle scuole italiane

Il POF (Piano per l’Offerta Formativa) del governo Renzi ha suscitato molte polemiche e vive opposizioni. La riforma Buona Scuola relativa all’anno 2015 mira a rafforzare il potere decisionale della dirigenza scolastica e a favorire la formazione di un corpo docente più preparato.

La riforma, in vigore dal prossimo anno scolastico, si propone di rilanciare l’organizzazione dell’istruzione italiana ampliando i poteri decisionali delle dirigenze scolastiche.

La prima novità del Piano per l’Offerta Formativa è costituita dall’alternanza scuola lavoro che coinvolgerà le scuole secondarie di secondo grado, ovvero il programma On The Job. Gli studenti infatti a partire dal terzo anno saranno tenuti a coniugare studio e lavoro.

I giovani studenti saranno chiamati ad operare in alcune realtà aziendali prescelte dal preside del loro istituto scolastico. Alla fine dell’anno scolastico i dirigenti saranno tenuti a compilare una scheda di valutazione sull’attività collaborativa delle aziende.

Il corpo docente in esubero, stimato ad una cifra di oltre 55 mila insegnanti, verrà adeguatamente distribuito in maniera uniforme nei diversi istituti scolastici.

Il controllo sul loro operato sarà sottoposto alla vigilanza di un comitato di valutazione preposto all’individuazione e alla premiazione degli insegnanti migliori. La loro valutazione dipenderà da criteri stabiliti per legge e in parte decisi dal comitato.

Il comitato, presieduto dal dirigente scolastico, sarà composto in parte dallo stesso corpo dirigenziale, da tre docenti interni, da un membro prescelto dall’Usr e da due portavoce dei genitori.

Per quel che concerne le scuole superiori la composizione del comitato prevede delle variazioni: i due rappresentanti dei genitori si riducono ad uno solo e questo verrà affiancato da un portavoce degli studenti.

Altra novità importante è la Chiamata Diretta, ossia il potenziamento delle discipline in cui gli studenti sono più scarsi mediante l’indicazione delle stesse ai docenti da parte della dirigenza scolastica che selezionerà i docenti preposti a rafforzarle.

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