Riforma scuola: le 3 regioni con più cattedre disponibili

La riforma della scuola entrata in vigore per quest’anno scolastico ha visto nascere molte aspettative e altrettanti problemi relativamente all’assunzione a tempo indeterminato voluto dall’Unione Europea. L’affiancamento dei concorsi pubblici classici alle graduatorie ad esaurimento che da decenni sono il punto di riferimento degli insegnanti e delle educatrici di tutt’Italia, ha creato non poche proteste e problemi organizzativi. Uno di questi è sicuramente legato alla distribuzione dei posti nelle varie regioni e come ampiamente previsto le tre regioni col maggior numero di posti a disposizione sono del centro-nord.

La Fase B si è chiusa da poche ore ed è difficile capire quante siano effettivamente le domande legate alla scuola dell’infanzia ma di certo sappiamo dove sono state assegnati il maggior numero di posti: si tratta della Toscana, della Lombardia e dell’Emilia Romagna, per un totale di 1.135. Tra le città svetta Milano con 189 e a seguire Firenze che arriva a 155 assegnazioni.

In questa finestra delle assegnazioni devono essere coperti le cattedre che sono considerate certamente libere ma per chi è rimasto escluso finora non sono finite le speranze. Infatti, una volta assegnati i posti con la Fase B, si apre ai cosiddetti posti residuali da verificare in base alla concreta situazione organica delle scuole. A differenza degli altri gradi scolastici per l’infanzia non è prevista la Fase C.

Per coloro i quali hanno preso parte a questa fase durante la quale si rischia di essere costretti a cambiare regione per potere lavorare la buona notizia è che Toscana ed Emilia Romagna hanno il vantaggio di non essere posizionate nel profondo Nord e quindi sono raggiungibili con minori difficoltà dalle altre regioni d’Italia. Per la Lombardia e le altre regioni settentrionali si prevede una massiccia migrazione.

Una delle poche certezze di questi intensi mesi è che la scuola italiana non sarà più la stessa dopo questa fase. Il cambio delle modalità di assunzione, il cosiddetto ruolo, cambierà profondamente il rapporto tra gli aspiranti insegnanti e lo Stato. Ci sono tanti sacrifici da fare me regioni come la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana stanno offrendo la possibilità di entrare a pieno titolo nel mondo della scuola dell’infanzia.

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