Buona scuola, fase C: gli istituti dovranno indicare le aree che necessitano priorità

Secondo quanto emerso in una recente nota del Miur i così detti posti di potenziamento disponibili programmati a livello nazionale sono 48.812 insieme ai 6.446 di sostegno. Sarà poi l’URS a stabilire il numero di docenti da mandare a ogni CDC in base al numero di richieste ricevute per la fase C in seguito alle indicazioni delle aree che necessitano di priorità ricevute dai vari istituti.

La nuova riforma della scuola pubblica, come sottolineato dal Miur, non garantirà più il potenziamento in aree specifiche bensì, ciascuna scuola dovrà stilare una lista, in ordine di necessità, delle aree che necessitano di più prioritario intervento.
Sarà poi dunque il ministero a valutare la situazione caso per caso, senza però rilasciare alcuna garanzia. Questo è quanto emerso dalla nota del Miur del 21 settembre.

Come precedentemente espresso infatti, i posti risultano essere limitati a cifre ben definite e sarà il Ministero dell’Istruzione a individuare le scuole che ne avranno più priorità.
I campi di potenziamento che sono stati ideati dal Ministero risultano attestarsi a 6 per scuole primarie e secondarie di primo grado mentre 7 per le scuole secondarie di secondo grado.

I parametri che verranno presi in considerazione per la distribuzione dei docenti risultano essere fondamentalmente due.
Il 90% della valutazione generale dell’istituto riguarderà il numero di alunni. La posizione geografica, densità di popolazione e quantità di alunni stranieri peseranno per il 10% della valutazione finale totale.

Per ciascuna scuola il numero minimo di docenti definiti ‘di potenziamento’, secondo le ultime normative, non potrà essere inferiore a 3 e superiore a 8.
Ne segue logicamente che, ciascun istituto riceverà almeno 3 nuovi professori che però, non per forza, ricopriranno ruoli facenti parte aree di potenziamento ai vertici della lista stilata dall’istituto stesso.

La questione non è di certo delle più semplici. Si attendono nuove comunicazioni dal Ministero dell’Istruzione.

CONDIVIDI

Facci sapere cosa ne pensi !