Insegnanti di sostegno insufficienti nelle scuole

Beppe Grillo e il suo movimento (M5S) lanciano l’allarme unitamente ai sindacati e alle associazioni di categoria:nelle scuole statali italiane l’esiguo numero di docenti di cui le strutture didattiche fruiscono per il sostegno all’istruzione dei bambini disabili ha provocato l’interruzione della regolarità con cui gli alunni portatori di handicap seguono le lezioni. Il movimento cinque stelle sollecita l’intervento del Ministero dell’Istruzione.

Il M5S ha richiesto l’intervento del Ministero dell’Istruzione per sanare il problema e procedere all’immissione in organico degli insegnanti di sostegno. Sono 30.000 gli insegnanti di supporto la cui assenza sta seriamente compromettendo le possibilità d’istruzione di molti bambini che a scuola ci vanno, ma non trovano chi li accompagni quotidianamente nel loro percorso didattico.

Il caso di Gaia, sollevato dall’Adnkronos, è emblematico dello stato in cui riversa l’attuale scuola italiana. La bambina di 3 anni, residente nel leccese, è affetta da una grave malattia, la Sma 1. Nei primi giorni di scuola la piccola è stata assistita dalla madre, successivamente è subentrata un’insegnante di sostegno che però non possedeva una specializzazione.

La CGIL denuncia che attualmente le scuole italiane hanno solo 90.000 insegnanti di sostegno che occupano una cattedra fissa. Si tratta di un numero di persone che riescono a coprire appena l’80% delle necessità degli istituti di formazione. Secondo il sindacato solo l’assunzione di 120.000 docenti di sostegno potrebbe risolvere il problema. Il numero consentirebbe infatti di rispettare il corretto rapporto tra un insegnante di supporto e due alunni, garantendo così un insegnamento di qualità

Sul fattore qualitativo si è orientata anche la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish). L’ente ritiene che insieme all’incremento del numero di insegnanti di sostegno debba crescere anche la qualità della loro formazione professionale. Per questo motivo la Fish auspica l’attivazione di corsi di aggiornamento destinati tanto ai nuovi insegnanti di supporto quanto ai docenti che, pur operativi da tempo, non sono dotati di una specializzazione.

Nonostante il piano di assunzione straordinario del governo Renzi il problema relativo alle nuove immissioni di insegnanti di sostegno resta ancora aperto.