Malati di Parkinson: nuove ricerche su prevenzione e terapie

Si è tenuto a Torino il Primo Congresso Nazionale “Accademia Limpe-Dismov” per lo Studio della Malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento” dove si è discusso delle nuove metodologie di diagnosi precoce e delle ultime terapie contro il morbo di Parkinson, come lo Xadago e l’LCIG.

Xadago ha prodotto dei risultati straordinari sui sintomi della malattia ma per il momento è in commercio solo in Germania ma il suo arrivo in Italia è previsto per i primi mesi del 2016. L’LCIG è, invece, un gel in grado di alleviare notevolmente i problemi delle fasi più avanzate della malattia. Novità anche sul fronte dei dispositivi di stimolazione cerebrale profonda e nelle tecniche di valutazione della malattia.

La rivoluzione dello Xadago sta nell’aver risolto il problema delle complicanze motorie dovute all’impiego della levodopa, terapia usata fino ad oggi. Il suo principio attivo si chiama Safinamide e agisce in modo da controllare contemporaneamente sia i recettori della dopamina che su quelli del glutammato. Grazie a quest’azione combinata, la Safinomide agisce controllando sia i sintomi che i disturbi motori a breve termine.

Oltre a questo farmaco, è in arrivo anche un gel intestinale che si è mostrato molto efficace per combattere alcune tra le problematiche più importanti dei malati di Parkinson: le difficoltà motorie e i disturbi del sonno. Il gel si chiama LCIG (levodopa – carbidopa – intestinal gel) e ha prodotto dei miglioramenti significativi in tutti quei malati di Parkinson che si trovano in uno stadio già avanzato della malattia.

A Udine, invece, presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia è stato introdotto l’ultimo adattatore che permette di convertire i DBS (dispositivi di stimolazione cerebrale profonda). Si chiama M8 della Boston Scientific e consente di commutare i DBS già impiantati nei malati di Parkinson al sistema più innovativo DBS Vercise. I ricercatori dell’Università di Bologna hanno invece scoperto dei test molto più semplici e meno costosi di quelli impiegati abitualmente per valutare il morbo di Parkinson, come la “manovra di Valsalva”.

Le ultime scoperte sulla malattia di Parkinson hanno aperto la strada anche per lo sviluppo di terapie successive che, ci auguriamo, giungano presto a una cura definitiva.

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