Rffreddore: male di stagione di cui si sa poco

Puntuale come un orologio svizzero a inizio autunno si ripresenta il raffreddore: nasi che colano, starnuti e generale malessere sono i sintomi che ci accompagnano in questo periodo. Oltre ad essere uno dei malanni più diffusi, cosa sappiamo del raffreddore? In realtà poco, a parte che è trasmesso da virus appartenenti a famiglie diverse e che non si conoscono ancora bene le cause di contagio.

La medicina gli ha dedicato non pochi studi e ricerche: a partire dagli anni ’40 del secolo scorso ad oggi le conoscenze riguardo il raffreddore si sono accumulate ma nonostante questo, a tutt’oggi, il massimo che possiamo fare è curare i sintomi.
Quello che è certo è che “il” raffreddore non è causato da un solo tipo di virus ma da almeno cinque famiglie diverse, la più attiva delle quali è quella dei Rhinovirus.

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il virus non ci attacca perché abbiamo preso freddo: questa credenza deriva dal fatto che è una malattia stagionale che arriva al suo culmine in inverno.
Inoltre non è scientificamente dimostrato nemmeno che si trasmetta per via aerea attraverso starnuti o tosse. In realtà sulla trasmissione non se ne sa molto, solo che le mani e il contatto diretto possono essere un veicolo di contagio.

Il periodo peggiore per avvicinarsi ad una persona col raffreddore sono i primi 3 giorni di malattia, quando la concentrazione del virus nel muco nasale è al suo massimo livello.
Oltre a stare a distanza da chi è contagiato, un altro suggerimento è quello di lavarsi spesso le mani e non toccarsi il naso e gli occhi. Sembrano consigli banali ma da mettere in pratica sono tutt’altro che semplici: chi di noi si può continuamente lavare le mani durante la giornata o è attento a non toccarsi il viso?

Come abbiamo già detto, non esiste una cura precisa, probabilmente giova di più aspettare che passi piuttosto che imbottirsi di medicine.
Comunque, chi volesse può provare il metodo del dott. Gwaltney, uno dei massimi studiosi di questa malattia: lui consiglia di assumere una pastiglia di ibuprofene e una di antistaminico subito ai primi sintomi e ogni 12 ore dalla loro comparsa. Ma attenzione: è solo un palliativo perché blocca i sintomi ma non rimuove la causa.

E voi cosa preferite fare? Qualche giorno di riposo o tentare col metodo Gwaltney?

CONDIVIDI

Facci sapere cosa ne pensi !