Intolleranze alimentari: test ingannevoli e condizionamento psicologico

Nel nostro paese, 10 milioni di persone presentano intolleranze alimentari. 1,3 milioni di adulti sono allergici ad almeno un alimento. Spesso però, si ha la sensazione che una quantità molto più alta di persone si lamenti a proposito di problemi col cibo. Molti di questi problemi sono dovuti a test ingannevoli, che talvolta non determinano correttamente il cibo dannoso o a cui una persona è intollerante, e al condizionamento psicologico che colpisce molte persone che hanno questo tipo di problematiche.

Questo avviene per il condizionamento psicologico: un altissimo numero di persone tende a collegare al cibo malesseri comuni come spossatezza, pesantezza, mal di testa o difficoltà a perdere peso.
A causa di questo condizionamento, ci si auto-convince di essere soggetti ad allergie o intolleranze alimentari. Questa auto-convinzione viene alimentata dal ricorso a test fuorvianti che gli esperti della Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) hanno chiamato test alternativi.

Questi test non hanno alcunché di scientifico ma promettono diagnosi efficaci e veloci. Ricorrendo a questi test, la persona viene sviata ed è spinta a sprecare soldi per dei test inutili e di cui non si ha il bisogno.
Continuando a sottoporsi a test fuorvianti e non veritieri, è probabile che la presenza di un problema reale, magari da ricondursi a un motivo diverso da quello alimentare, venga ignorato.

Gli esperti consigliano di rivolgersi direttamente e unicamente a un medico allergologo: è l’unico professionista che può valutare se esista effettivamente un’intolleranza o un’allergia alimentare.
La Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica ha consigliato ai medici di ricorrere a delle linee guida utili per il processo diagnostico corretto.
Queste linee guida occorrono a tutti per differenziare le intolleranze e le allergie alimentarie fittizie o illusorie da quelle reali e sono di particolare utilità anche ai ristoratori.

Infatti, i ristoratori si trovano spesso in occasioni in cui non sanno come rispondere alle esigenze di persone intolleranti o allergiche e rinunciano ad accontentarle per paura di sbagliare ed essere la causa dell’eventuale malessere dei clienti.
I cosiddetti test alternativi si basano su esami del capello, delle cellule del sangue, della forza o della biorisonanza. Nonostante si assicuri una diagnosi efficace, è importante capire di non dover cadere in questi raggiri.

CONDIVIDI

Facci sapere cosa ne pensi !