Salute: ecco la dieta che aiuta la memoria

Una ricerca dell’Università tedesca di Munster ha determinato che esiste una stretta relazione tra la dieta alimentare che si segue e le capacità mnemoniche di una persona. L’obiettivo era capire in che modo la modifica delle abitudini alimentari di una persona anziana condiziona la sua capacità di ricordare. Non sono stati studiati quali alimenti aiutano a migliorare la memoria, ma l’incidenza di un maggiore o minore apporto calorico su questa capacità mentale. Ed i risultati sono stati davvero inaspettati: a ricordare meglio sono stati gli anziani appartenenti al gruppo che ha ridotto le calorie del 30%.

Da moltissimo tempo l’uomo è alla ricerca di un metodo per aumentare le proprie capacità mnemoniche. Di recente si è scoperto che la memoria è influenzata dalla dieta alimentare che si segue.
Esistono cibi che aumentano e rafforzano la memoria, tuttavia i ricercatori dell’Università tedesca di Munster hanno scoperto che la questione è un po’ più complessa di così. Infatti, memoria ed alimentazione sono strettamente legate.

La ricerca ha avuto come oggetto particolare le persone anziane ed il modo in cui il cambiamento delle loro abitudini alimentari incide in positivo o in negativo sulla loro capacità di ricordare.
Si è cominciato dividendo i volontari in tre gruppi: il primo ha diminuito del 30% il proprio apporto calorico alimentare, mentre il secondo ha aumentato la quantità di grassi saturi giornaliera del 20%.

Invece, i membri del terzo gruppo hanno mantenuto le loro abitudini alimentari. Alla fine del periodo di osservazione, i volontari sono stati sottoposti a test specifici per valutare le loro capacità mnemoniche.
Gli esiti dei test sono stati sorprendenti: è risultato infatti che le prestazioni migliori appartengono ai membri del primo gruppo, cioè quelli che avevano ridotto del 30% l’apporto calorico.

Sembra quindi chiaro che mangiare di meno migliorerebbe la capacità di ricordare di una persona. Tuttavia, è bene ricordare che il numero di calorie rimane quello consigliato per persone di quella età. Resta comunque una scoperta importante per capire come funziona la nostra memoria e su quali meccanismi si basa.

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