Ogni giorno si assistono a colpi di scena nel panorama politico nazionale. E’ il turno di Formigoni: “Sanità al top e corruzione? Sarei stato Maradona”. L’ex governatore pronuncia queste parole al processo nel quale è presente come imputato per associazione a delinquere e corruzione. Ai cronisti dichiara: “Ho portato la Lombardia ad avere la migliore sanità d’Italia”.

Formigoni al processo per associazione a delinquere e corruzione commenta ai cronisti: “Sanità al top e corruzione? Sarei stato Maradona”

In una pausa del processo, che si sta effettuando sul caso Maugeri, l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni commenta le varie dichiarazioni, che sono state rese ai pm dall’ex dg della Sanità, Carlo Lucchina. Formigoni era in aula solamente per ascoltare le sue parole. Si è intrattiene con i cronisti per qualche battuta: “Se oltre a far funzionare quella che, secondo le classifiche, è la migliore sanità in Italia, avessi, come mi viene imputato, anche favorito la corruzione, allora sarei stato Maradona”. “Il modo di amministrare la sanità di Formigoni, ha spiegato ancora l’ex presidente della Regione, che stava parlando di sé in terza persona, ha portato la Lombardia ad avere la migliore sanità in Italia, quella che dà il miglior servizio e che costa di meno e mi venite a raccontare che c’è anche la corruzione, uno deve essere come Maradona allora”.

Continua: “Sono l’unico governatore a processo, agli altri non è mai arrivato nemmeno un francobollo di garanzia”. Lucchina, che è imputato con Formigoni e l’ex faccendiere Pierangelo Daccò con accuse di associazione per delinquere e corruzione, ha dichiarato in aula: “Il presidente non mi ha mai fatto alcuna richiesta per conto di Daccò, non mi ha mai fatto subire imposizioni o sollecitazioni su nulla”. Ed ancora: “Non mi ha mai fatto richieste sulla Maugeri“, che è la struttura sanitaria di Pavia che si occupa di riabilitazione. Il pm Laura Pedio in aula ha però contestato varie volte all’imputato le dichiarazioni rese dall’ex dirigente della sanità lombarda, Luca Giuseppe Merlino. Questi ha permesso che siano messe a verbale le notizie inerenti alle richieste di Daccò perché aveva “un rapporto di amicizia”.

L’ex governatore lombardo otteneva ciò che voleva perché Formigoni appoggiava le sue “richieste”

L’ex governatore lombardo otteneva ciò che voleva perché Formigoni appoggiava le sue “richieste” e Merlino ha sostenuto queste informazioni e tesi, dicendo che gli erano state riferite dallo stesso Lucchina. L’ex dg, però, ha negato tutto ciò ed ha spiegato che lui da direttore generale “faceva le proposte tecniche”, ma poi non aveva la possibilità di “spostare i fondi” dalle funzione tariffabili a quelle non tariffabili per favorire il San Raffaele e la Maugeri.

Nel processo dall’ipotesi formulate dall’accusa è emerso che dalle casse della struttura di riabilitazione sarebbero scomparsi circa 61 milioni di euro in 10 anni. Con questi soldi sarebbe stata creata la provvista pecuniaria per permettere benefit di lusso all’ex governatore per circa 8 milioni di euro. Quindi esborsi per: viaggi aerei, vacanze e un maxisconto sull’acquisto di una villa in Sardegna. L’ex assessore Antonio Simone ed il faccendiere Daccò, la fondazione pavese avrebbero ottenuto inoltre, proprio con delibere di giunta favorevoli, circa 200 milioni di euro di rimborsi indebiti.

“È certamente successo che il San Raffaele abbia fatto direttamente presente a Formigoni o a Sanese, che c’era una situazione di difficoltà finanziaria”, ha spiegato Lucchina. replica però l’ex dg “non si poteva fare un passo senza l’ok dell’ assessorato e, se ci fosse stata una qualsiasi imposizione di Formigoni nei tavoli sociosanitari, sarebbe stata di dominio pubblico in 20 secondi, perché c’erano 10 persone”.