Matteo Renzi durante il viaggio in Sudamerica l'Italia di cui esser fieri

Nel viaggio in Sudamerica Matteo Renzi torna ancora una volta a parlare delle aziende italiane che con il loro impegno, la produzione, l’esportazione e gli investimenti creano un “valore”. E’ l’Italia “di cui essere fieri”, in contrapposizione “all’Italietta delle polemiche”. Il Premier lascia il Cile ed arriva in Perù dove è atteso da una lunga serie di incontri.

Dopo aver fatto tappa in Cile, Matteo Renzi prosegue il suo viaggio in Sudamerica arrivando in Perù. Un viaggio nel quale il Premier ha in programma una lunga serie di incontri istituzionali, ma anche di affari per l’industria italiana, oltre ad alcuni personali. Il capo del governo si è infatti recato ad incontrare, in forma strettamente privata, Don Ugo de Censi, colui che ha fondato l’Operazione Mato Grosso e Don Paolo Bargigia che era stato professore di religione di Matteo Renzi ai tempi del liceo.

Nel corso di questo viaggio in Sudamerica, Renzi ha affidato le sue impressioni ad un “diario di bordo”, pubblicato sulla sua pagina Facebook sottolineando tra le altre cose la forte emozione che ha provato durante la visita al museo dei diritti umani. A Santiago il Premier italiano ha visitato anche il palazzo della Moneda, che fu il teatro della ultima resistenza di Salvador Allende durante il golpe del 1973.

Il Premier attacca ancora “l’ Italietta delle polemiche”, che non fa il bene del paese, sottolineando invece l’impegno di molte aziende italiane che stanno operando bene in Sudamerica. Renzi cita la Astaldi, impegnata nella costruzione di ospedali ed aeroporti, Atlantia, che ha la gestione delle principali arterie stradali del Paese ed Enel, che in America Latina è una presenza strategica.

Tutte queste aziende, che in questa zona del mondo investono ed ottengono risultati positivi, creano ricchezza e vengono considerate da tutti come vere e proprie”eccellenze nazionali”. Tra gli incontri in programma per il nostro Premier anche quello con il presidente della Repubblica peruviana Ollanda Humala, a cui farà seguito la firma di accordi internazionali.

Un viaggio che sembra destinato a raccogliere frutti importanti.

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