Casapound arrestati per scontri con migranti

Casapound divenne famosa per quanto accadde a luglio 2015, quando un gruppo di attivisti attaccò le forze dell’ordine, creando scompiglio e disagi all’interno della città di Roma. Seppur siano passati tre mesi circa e gli attivisti hanno ripetutamente sostenuto di essersi schierati per la difesa dei migranti, sono state otto le persone arrestate per i fatti accaduti nel mese di luglio 2015.

Era il diciassette luglio 2015 quando alcuni esponenti attivisti di Casapound decisero di scendere nelle strade e manifestare contro il provvedimento preso dal Comune. I migranti sarebbero dovuti esser trasferiti in un nuovo centro d’accoglienza, ma tale decisione non venne vista di buon occhio da una decina di attivisti, che organizzarono un blocco proprio per evitare che il suddetto trasferimento potesse essere applicato.

La conseguenza delle loro azioni fu una sola: nelle strade di Roma ci fu uno scontro tra gli attivisti e le forze dell’ordine e durante le percosse, ben quattordici persone rimasero ferite. Dopo quattro mesi, le forze dell’ordine sono riuscite a risalite ai nomi di coloro che crearono tale manifestazione e cercarono, utilizzando la violenza, di far valere le loro ragioni.

Le persone, col volto coperto, in un primo momento non vennero identificate, ma grazie all’arresto di due manifestanti, i carabinieri sono riusciti a scoprire le identità di coloro che organizzarono tale manifestazione. Otto persone sono state condannate agli arresti domiciliari, e due di esse hanno anche l’obbligo di firma: non si conoscono i nomi delle persone che sono state punite in questo modo e nemmeno se vi sono altri responsabili dell’accaduto.

A commentare l’avvenimento, ovvero l’arresto e la custodia cautelare dei manifestanti, è stato Gianluca Iannone, leader di Cpi, che senza troppi giri di parole, ha sostenuto che questi arresti sono frutto di un regime dove la libertà d’espressione e d’azione sono negate. Nessun commento invece da parte delle forze dell’ordine e dei diretti responsabili di Casapound, che hanno preferito non rilasciare alcuna dichiarazione dopo i fatti del ventinove ottobre 2015, ovvero il loro arresto.

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