Continuano i lavori per aggiungere riforme a riforme ed è la volta dei detenuti. Amnistia e Indulto, oggi 3 novembre 2015: saranno ascoltati detenuti e familiari per tentare di risolvere alcuni problemi, come amnistia ed indulto.  Alla Camera saranno ascoltati oggi un gruppo di assistenti e operatori sociali, detenuti e familiari attraverso videoconferenza dalla casa di reclusione di Padova.

Critiche della lega all’audizione, replicate da Donatella Ferrante, presidente della commissione Giustizia alla Camera

Donatella Ferranti ribatte alle critiche della Lega, rivolte verso l’innovativa esperienza di dialogo tra governo e carceri. ”Sarebbe buona cosa non strumentalizzare una tematica complessa e delicata come il diritto all’affettività dei detenuti riducendola a una questione di sesso in carcere: il problema è ben più serio e investe il rispetto della dignità umana e la necessità di garantire accettabili e non umilianti condizioni di vita negli istituti di pena”.

“E’ un’audizione innovativa per le modalità, continua l’esponente del Pd, che abbiamo deciso a maggioranza di tre quarti dei componenti in ufficio di presidenza, perché ci sembra importante, nell’ambito dell’istruttoria su diverse proposte di legge che riguardano il diritto all’affettività, conoscere più nel dettaglio il modello operativo virtuoso sperimentato nel carcere di Padova”. Oggi per la prima volta verrà usata la tecnologia ed i detenuti, sia pure virtualmente entreranno alla camera con i loro familiari ed esperti per tentare di migliorare la vita in carcere.

Donatella Ferranti: “il riconoscimento del diritto all’affettività dei reclusi è contenuto già nei principi di delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario che abbiamo di recente approvato alla Camera votando la riforma del processo penale”.

La presidente della commissione Giustizia respinge come “propaganda e banalità l’idea che si voglia trasformare le celle in bordelli: il diritto all’affettività, osserva, non coinvolge solo i detenuti ma si estende a tutte quelle persone, dal coniuge ai figli e ai familiari, con cui vi è un rapporto d’amore che il carcere non può e non deve spezzare e che può invece favorire il recupero e il reinserimento. Ciò che va approfondito e verificato, in definitiva, sono le modalità per consentire la continuazione delle relazioni affettive esistenti prima della detenzione senza tuttavia pregiudicare le esigenze di sicurezza”. L’affettività va curata in ogni ambito sociale e le carceri ne fanno parte.

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