Motori: novità noleggio auto a lungo termine e comodato d'uso

Una sanzione di oltre 705 euro e, addirittura, il ritiro della carta di circolazione: sono questi i rischi che corrono i conducenti di automobili noleggiate o in comodato d’uso che non hanno comunicato i propri dati alla Motorizzazione Civile. In merito, è necessario specificare che hanno l’obbligo di comunicare i dati solo coloro che utilizzano un’automobile per più di 30 giorni.

Tale norma è operativa dallo scorso 3 novembre e non coinvolge, ad esempio, i figli che guidano le automobili di genitori o parenti ed i mezzi di trasporto di servizio. Destinatari di tale norma, infatti, sono esclusivamente i veicoli in comodato d’uso, noleggiati, di proprietà di minori e sottoposti a pronuncia giudiziaria.

Ma perché comunicare i dati del conducente alla Motorizzazione Civile? Stando alle parole del Direttore Generale Maurizio Vitelli, la norma è nata a seguito della necessità di identificare in maniera inequivocabile l’identità dei responsabili delle infrazioni stradali.

Inoltre, il Direttore Generale ha precisato che grazie a tale norma sarà possibile contrastare il fenomeno delle cosiddette intestazioni fittizie che, prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, sembrava essere decisamente dilagante.

Riguardo alla norma entrata in vigore lo scorso Novembre è opportuno anche fare presente che essa non è retroattiva e, dunque, non coinvolge in alcun modo gli atti posti in essere prima del 3 Novembre 2014.

In ultimo, si specifica che tutti coloro che comunicheranno i propri dati alla Motorizzazione Civile riceveranno un tagliando che attesta la variazione del nominativo.

Ovviamente, a subire le maggiori conseguenze di tale aggiornamento del Codice saranno le flotte aziendali che dovranno provvedere a regolarizzare i propri veicoli al fine di non rischiare sanzioni piuttosto salate. La buona notizia è che vi è la possibilità di inoltrare una istanza cumulativa pagando, dunque, una sola volta il bollo. In ogni caso, le carte di circolazione dovranno essere aggiornate singolarmente e, quindi, dovrà essere versato un importo parti alla quota per i diritti di motorizzazione moltiplicata per il numero di veicoli.

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