Legge di stabilità 2015, abolizione bollo auto: verità o bufala?

Nella legge di stabilità per il 2015, quella che una volta chiamavamo legge finanziaria, erano presenti una serie di emendamenti che prevedevano l’esenzione dalla tassa di possesso per i primi tre o i primi cinque anni dall’acquisto di un’auto nuova e la cancellazione del bollo per le auto storiche.

È da precisare che, contrariamente a quanto riportato da molti siti di notizie non si parlò mai di un’estensione generalizzata a tutte le auto dell’esenzione dal bollo anche se è vero che alcune forze politiche si batterono per ottenere un’esenzione di alcuni anni per le auto nuove e l’abolizione della tassa di possesso per le auto storiche.

Purtroppo tutti gli emendamenti proposti nel senso dell’eliminazione del bollo auto non arrivarono nemmeno in discussione in aula a causa dell’impossibilità di coprire il mancato gettito senza l’inserimento di una nuova tassa in grado di garantire entrate adeguate a coprire il buco che si sarebbe aperto nei conti dello stato.

La legge di stabilità 2015 concesse però l’abolizione del bollo ai possessori di auto storiche immatricolate da più di trent’anni poiché, a conti fatti, il gettito derivato dalla tassazione su queste auto, che già godevano di un regime agevolato, era minimo e un suo taglio non avrebbe prodotto ammanchi significativi nel bilancio dello stato.

I molti articoli rilanciati troppo spesso ancora oggi sui social network da utenti che si limitano a leggere i titoli e non ne approfondiscono il contenuto sono purtroppo fuorvianti perché non a tutti è chiaro che la legge di stabilità 2015 è stata discussa nell’autunno del 2014 e quella che andrà in discussione nel prossimo autunno sarà la legge di stabilità 2016.

Considerate le promesse e gli impegni presi negli ultimi mesi dal presidente del consiglio Matteo Renzi, circa l’abolizione di IMU e TASI sulla prima casa a partire dal 2016, le probabilità che l’abolizione del bollo auto entri nella discussione della prossima legge di programmazione economica sono molto scarse, infatti sarebbe già molto difficile compensare i mancati introiti derivanti da questo provvedimento.

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