Chiude Dismaland, il parco divertimenti di Banksy

Esattamente 35 giorni: questa è stata la “vita” del parco divertimenti Dismaland, aperto a Bristol in Inghilterra, per volere dell’artista Banksy. La struttura verrà a breve smantellata e le sue attrazioni serviranno per costruire a Calais, in Francia, un centro di accoglienza per gli immigrati clandestini che cercano di entrare in Gran Bretagna.

La struttura è stata al centro dell’attenzione mediatica fin da subito, sia per il suo fondatore, quel Banksy famosissimo artista e writer nonché fondatore della Street Art, sia perché, per volere dello stesso Banksy, il biglietto di ingresso per accedere a tutte le attrazioni è stato messo sul mercato e venduto sul sito web del parco stesso ad un prezzo molto basso (3 sterline) per permette a chiunque di accedervi.

All’interno del parco, oltre alle attrazioni, si sono susseguite anche mostre di vari artisti e un’esposizione dello stesso Banksy. Numerosi, poi, gli eventi come ad esempio il concerto delle Pussy Riot che si è tenuto il 25 settembre e una festa in maschera, che è stata organizzata la stessa sera, probabilmente per permettere anche al fondatore Banksy di prendervi parte, poiché da sempre tiene nascosta la sua identità.

Inizialmente era circolata la voce che Dismaland fosse smontata per essere ricostruita da un’altra parte. I vertici della struttura, però, hanno prontamente ribadito che non sarà così, nè ora nè in seguito. Nonostante l’enorme successo che il parco divertimenti ha ottenuto nella sua pur breve vita (per fare un esempio, circa 150mila i visitatori che sono arrivati nella regione del Somerset, dove sorge il parco, solo per visitare Dismaland) il parco non tornerà ad essere operativo.

In un certo senso, però, Dismaland continuerà a vivere visto che i pezzi recuperati dallo smantellamento delle attrazioni serviranno per costruire, all’interno della giungla di Calais, delle strutture di accoglienza per i rifugiati in figa dalla Siria.

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