Lavoro: le regioni con meno posti per la scuola primaria

Malgrado i posti nella scuola pubblica siano leggermente in aumento, in ben sette regioni italiane questi sono al minimo storico, sotto i cento prendendo in considerazione le varie province.

Esubero invece degli insegnanti, che superano di gran lunga la disponibilità, creando dunque una situazione allarmante che colpisce ancora una volta il settore dell’istruzione ed i lavoratori.

Per il prossimo anno scolastico, ovvero per il 2015/2016, il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblica la graduatoria relativa ai posti liberi, nel ruolo di insegnanti, disponibili su tutta la penisola.

Queste assunzioni riguarderanno in particolar modo la fase C, ovvero un insegnante potrà svolgere il ruolo di supplente o insegnante di sostegno ed abbandonarlo qualora gli si prospetti la possibilità di assumere, a tempo pieno, il ruolo di insegnante.

Vi sono però sette regioni italiane nelle quali questi posti sono veramente bassi rispetto il numero di insegnanti disponibili a rivestire il ruolo, ed in particolar modo la regione con meno posti è il Molise, che con le province di Campobasso ed Isernia, fa registrare un totale di venti posti soltanto.

Si tratta di un dato che non renderà affatto felice cinque insegnanti, che si ritroveranno senza l’assegnazione di una cattedra, visto che il numero complessivo di personale disponibile è pari a venticinque unità.

Seguono poi le altre sei regioni, dove la situazione non è delle migliori: in Basilicata infatti sono disponibili sessantacinque posti contro le ottantadue figure lavorative, mentre in Liguria si hanno settantadue posti liberi contro i novantotto insegnanti senza cattedra.

Medesima la situazione anche nel Friuli ed in Abruzzo: nella prima delle due, sono settanta due i posti richiesti, mentre le figure lavorative novantasette ed invece nella seconda la proporzione è di ottantanove posti contro gli oltre centodieci insegnanti.

Anche in Sardegna ed Umbria: centotrenta disoccupati per soli novantacinque posti nella seconda regione, mentre nell’isola vi è un rapporto di ottantanove posti per centododici insegnanti.

Situazione dunque allarmante che necessita un intervento, visto che in queste regioni i posti di insegnante sono molto bassi e tendono a far aumentare il livello di disoccupazione generale in Italia.

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