Riforma lavoro: attivo il decreto CDM che darà vita a nuove imprese a livello internazionale

All’interno dell’ultima riunione del consiglio Dei Ministri ci si è soffermati in particolare su ciò che adesso è il punto dolente dell’Italia, nonché le imprese e la loro rinascita attraverso la riforma del lavoro. Il decreto CDM dovrebbe tecnicamente aiutare la costituzione di nuove imprese e il risollevamento di quelle preesistenti in fase di fallimento attraverso una vera e propria riforma del lavoro.

All’interno della riunione, il Consiglio Dei Ministri ha deciso infatti che bisogna attuare misure più trasparenti che possano in un certo qual modo aiutare coloro i quali abbiano voglia di investire in aziende nuove, moderne, innovative e soprattutto europee. Lo scopo principale è stato quelli di dare vita a degli accordi con il Fisco per le imprese che già sono sul territorio europeo e per quelle che ancora devono essere fondate.

Ci sono già in ballo ben trenta milioni di euro che i nuovi investitori potrebbero utilizzare per dare vita a nuove imprese internazionalizzate volte al rientro dei tanti giovani che cercano lavoro all’estero e volte anche a far diminuire primariamente il livello della disoccupazione in Italia, che mai ha raggiunto vertici così estremamente elevati.

Coloro i quali decidano di acquistare o fondare una nuova azienda possono presentare domanda e attendere la stipula di quello che sarà appunto il contratto col fisco, usufruendo così di prestiti e di incentivi che lo Stato mette a disposizione di investitori o giovani che magari mettendosi in società hanno intenzione di realizzare un loro business non soltanto in Italia, ma anche in altre zone dell’Unione Europea.

Chiaramente l’intento di tutte queste incentivazioni e decreti è proprio quello di far risalire l’Italia dal baratro in cui è caduta, ma se si pensa di aprire una nuova impresa o di acquistarne una già esistente bisogna avere molto denaro da parte e soprattutto molto coraggio. Che sia questa la mossa giusta per far risalire l’Italia e farla tornare al pari con le altre nazioni Europee?

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