Contratto di lavoro a tutele crescenti: in cosa consiste

Sette marzo 2015: è la data nella quale entra in vigore il nuovo decreto legislativo del quattro marzo del 2015, il quale ha portato con se anche un nuovo tipo di contratto, ovvero quello con tutele crescenti, che possiede alcune caratteristiche assai interessanti. Quando si parla di nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, si fa riferimento ad un contratto che è stato stipulato dopo il sette marzo del 2015.

Ogni nuovo tipo di contratto a tempo indeterminato dunque sarà di questo tipo: sia i lavoratori che hanno rinnovato un contratto da determinato ad indeterminato, sia chi è stato assunto col contratto a tempo indeterminato sia prima, ovvero facevano già parte dell’azienda, che dopo il sette marzo 2015 potranno godere di alcune tutele. Stesso discorso per coloro che hanno ricoperto il ruolo di apprendisti, e che sono riusciti ad ottenere una qualifica dopo la data prima menzionata, ovvero il sette marzo del 2015 avranno un contratto con delle particolari tutele.

Le tutele riguarderanno il licenziamento immotivato: con le tutele, il lavoratore verrà rimosso dall’azienda in minor tempo, ed allo stesso tempo avrà garantito un indennizzo pari a due mensilità per ogni anno di lavoro, che dovranno essere compresi tra i quattro ed i ventiquattro anni. Le tutele saranno previste anche per il reintegro in azienda: un lavoratore licenziato per motivi discriminatori relativi a religione, pensiero politico, provenienza ed origini, nonché orientamento sessuale, potrà essere reintegrato in quell’azienda.

Anche chi viene licenziato solo oralmente, oppure per i licenziamenti immotivati e quelli durante il periodo di tutela, come ad esempio quello del matrimonio, così come la maternità, sono tutti casi nei quali un lavoratore potrà essere reintegrato nell’azienda dove lavorava. Queste sono le principali novità che riguardano questo particolare contratto, che dunque permette ai lavoratori di poter avere le spalle coperte, evitando dunque di potersi ritrovare senza un’occupazione e soprattutto senza che vi sia un redditto mensile costante.

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