Lavoratori autonomi: ecco la scadenze delle certificazioni uniche

L’agenzia delle Entrate con la circolare 26/E/2015, ha chiarito che la proroga ha effetti non solo sui modelli 770 ma anche sulle certificazioni uniche dei lavoratori autonomi. Il decreto ministeriale pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 28 luglio 2015, ha stabilito che la trasmissione dei modelli 770/2015 è stata spostata dal 31 luglio al 21 settembre. Inoltre nella circolare sono stati chiariti anche diversi punti riguardanti il modello 730, e in generale riguardanti la dichiarazione dei redditi del 2015.

Con certificazioni uniche si intendono tutte le categorie di reddito che non possono essere dichiarate con il 730: sono inclusi dunque i redditi derivante dal lavoro autonomo, derivante dallo svolgimento di professioni o provvigioni.

Qualora la certificazione unica sia già stata inviata, si possono correggere eventuali errori, inviando una certificazione sostitutiva, o in alternativa è possibile annullare la vecchia certificazione e inviarne una nuova.

Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha dichiarato che la proroga avrà effetto anche sul ravvedimento operoso. Le disposizioni del ravvedimento operoso sono state introdotte in seguito alla legge di stabilità 2015, con la legge n.190 del 23 dicembre 2014, che regola i versamenti effettuati in ritardo dai contribuenti.

In seguito alla legge di stabilità, sono stati inseriti degli scaglioni per i versamenti tardivi, che vanno dai 90 giorni ai 2 anni. Il primo scaglione prevede il pagamento agevolato entro 14 giorni dopo la scadenza mancata, con una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo; il secondo scaglione è applicabile entro 30 giorni con una sanzione dello 0,3%, il terzo scaglione è applicabile entro 90 giorni dalla scadenza con una sanzione pari al 3,3%, il quarto scaglione si applica entro un anno dalla scadenza con sanzione pari al 3,75%, il quinto scaglione si applica entro 2 anni con sanzione del 4,2%, infine l’ultimo scaglione può essere applicato oltrepassati i 2 anni e prevede una sanzione del 5%.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti vi invitiamo a visitare il sito dell’Agenzia delle Entrate.

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