Garanzia Giovani: l'occupazione non aumenta, ma c'è chi ci guadagna !

Garanzia Giovani, il progetto attuato dal Governo con l’intento di favorire l’impiego giovanile, non solo ha avuto un impatto pressoché nullo sulla crescita dei posti di lavoro, ma ha attivato delle logiche di business che hanno ben poco a che vedere con la crescita dell’occupazione.

Garanzia Giovani, come noto, è un progetto che prevede dei finanziamenti per la formazione e per l’impiego di giovani di età compresa dai 15 ai 29 anni, nato con l’obiettivo di favorire l’occupazione giovanile.

Fin dal principio, in realtà, questa idea è stata esposta a delle critiche: in molti evidenziano, ad esempio, come questa politica danneggiasse i giovani di 30 o più anni, una delle fasce più penalizzate dall’odierno mercato del lavoro italiano.

C’è chi ha sostenuto, inoltre, che Garanzia Giovani scoraggi l’istruzione, sia a livello di studi scolastici che universitari, e che favorisca il lavoro dequalificato, per non parlare della precarietà dei giovani assunti con questa formula.

Adilà di tali considerazioni, Garanzia Giovani si è rivelata un vero flop, e non ha saputo affatto dare l’attesa “marcia in più” all’occupazione giovanile.

Oltre a questo aspetto, certamente negativo, c’è da considerare un’altra implicazione spiacevole, legata al fatto che Garanzia Giovani ha attivato delle logiche di business di cui hanno beneficiato imprese e agenzie interinali.

Garanzia Giovani, infatti, può essere erogata in due modalità differenti: l’orientamento specialistico, la prima variante, prevede un compenso di 35 euro l’ora per l’operatore accreditato.

La seconda variante, l’accompagnamento al lavoro, è ancor più onerosa, dato che la società ha non soltanto un “premio” in caso di assunzione, anche precaria, ma anche una quota fissa, a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo.

Difficile fare una stima sul business che interessi le agenzie interinali e le altre imprese accreditate, quel che è certo è che del miliardo e mezzo di euro che l’Unione Europea ha stanziato all’Italia, una buona parte è destinata a tali società.

Queste cospicue risorse finanziarie, dunque, sono state gestite in modo inappropriato: da un lato, infatti, grandi società hanno fatto floridi affari, dall’altro la condizione occupazionale dei più giovani è rimasta pressoché immutata.

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