Disoccupazione giovanile: le misure messe in atto dal Governo di Enrico Letta
Enrico Letta

Renzi ha tentato di risolvere il problema della disoccupazione promuovendo il Jobs Act di cui, ancora, non è possibile conoscere in maniera precisa gli effetti. Quello dell’attuale Premier, però, è solo uno dei numerosi tentativi messi in atto nel corso degli anni per fare fronte alla preoccupante crisi occupazionale che sta affliggendo l’Italia. Enrico Letta, ad esempio, aveva proposto di muoversi sia nella direzione di un accordo con le parti sociali che di una costante consultazione con i partner europei. L’obiettivo di Letta era, dunque, quello di dare forma ad un progetto di occupazione di ampio respiro partendo, soprattutto, dai giovani.

Flessibilità, incentivi, crediti di imposta e politiche del lavoro più efficienti: erano questi i cardini della proposta di Enrico Letta che, stando alle sue parole, sarebbe stata in grado di frenare la disoccupazione.

Parlando di numeri, invece, è opportuno fare presente che, all’epoca, si parlava di 100.000 nuove assunzioni entro il 2013. Ovviamente, tutto dipendeva da Bruxelles e dai vincoli di bilancio che soffocavano ogni seppur cauto entusiasmo.

La proposta del Governo per ovviare ai vincoli di bilancio, però, era chiara: non conteggiare le risorse necessarie per le riforme volte alla diminuzione della disoccupazione giovanile nel rapporto tra deficit e PIL.

Addirittura, Letta aveva dato forma a numerose collaborazioni con vari partner europei che avrebbero dovuto assorbire una consistente sacca di giovani disoccupati che, così, sarebbero entrati a far parte di un piano europeo di occupazione.

In merito, poi, alle questioni di politica interna, Letta aveva parlato chiaro anche riguardo ad una eventuale rivisitazione della riforma Fornero ed alla semplificazione dell’apprendistato.

Dalle proposte di Enrico Letta sono passati solo pochi anni ma, purtroppo, i dati in merito alla disoccupazione non sembrano essere affatto migliorati. La complessa crisi economica che sta affliggendo l’Europa, infatti, pare ostacolare ogni genere di iniziativa volta alla crescita ed all’occupazione. A questo punto, non resta che vedere quali saranno gli effetti del Jobs Act.

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