Fabrizio Corona, Metamorfosi: il re dei paparazzi sbarca al cinema
Fabrizio Corona

Fabrizio Corona sbarca al cinema. Da dietro le sbarre e, adesso, in Comunità, il re dei paparazzi torna a far parlare di sè anche se sta vivendo un’era di cambiamento, sarà reale? In Metamorfosi, un lungometraggio che racconta i mesi precedenti al suo arresto e alla sua condanna, il re dei paparazzi diventa protagonista di un momento di riflessione e di maturazione continuato in carcere e adesso nella Comunità in cui si trova dopo due anni e mezzo passati in cella. Il suo cambiamento continua anche lontano dal carcere? Lo scopriremo al cinema lunedì 7 Settembre 2015, chi mancherà all’appuntamento?

E cinema fu per Fabrizio Corona. Il re dei paparazzi è ormai lontano dai suoi tempi d’oro, giorni in cui andava in giro con belle auto e la sua bella fidanzata, Belen Rodriguez. Adesso è riuscito ad uscire dal carcere ma solo per stare in comunità alla corte di Don Mazzi che di lui, nei giorni scorsi, ha detto di aver notato un notevole cambiamento.

Adesso Fabrizio Corona non pensa più ai soldi e ai lustrini ma pensa a lavorare e servire le persone presenti in comunità, la Exodus. Il re dei paparazzi, però, non riesce a rimanere nell’ombra e presto i suoi “fans” potranno vederlo all’opera.

Lo stesso Fabrizio Corona, infatti, ha usato i social per dare il grande annuncio quello che precede il suo arrivo al cinema la prossima settimana. Corona, infatti, ha inviato una foto della locandina di un docufilm che lo riguarda, dal titolo “Metamorfosi”.

Il lungometraggio sarà al cinema e racconterà gli attimi che hanno preceduto l’arrivo in carcere e la condanna per Fabrizio Corona. Quest’ultimo tenta di riassumere il film in una frase che dovrebbe dare il senso di quello che sarà “La libertà la trovi solo dentro di te”.

Fabrizio Corona, uscito dal carcere lo scorso Giugno, ha parlato del film come di un racconto, un documentario sull’ultimo periodo della sua vita prima del carcere, un momento in cui aveva iniziato un percorso di crescita che è proseguito poi dietro le sbarre di Opera per due anni e mezzo.

Il film, che porta la firma di Roberto Gentile e Jacomo Giacomini, è legato anche ad un libro che ne riprende la genesi e che non è stato ancora pubblicato.

E’ inutile dire che i commenti negativi non sono mancati e c’è chi si chiede come una persona agli arresti sia addirittura diventato soggetto e protagonista di un lungometraggio, siamo sicuri che questo non abbia conseguenze?