Tassa sulla casa: il 74% dei contribuenti Tasi ha un reddito inferiore ai 28mila euro

I dati forniti dal ministero dell'Economia mostrano che soltanto il 3% dei contribuenti è sopra la soglia dei 75mila euro

Fisco e Tasse

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Tassa sulla casa: il 74% dei contribuenti Tasi ha un reddito inferiore ai 28mila euro

L’interrogazione presentata alla Camera dei Deputati dal parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà Giovanni Paglia sosteneva la pericolosità dell’abolizione di tasse sulla casa quali Tasi e l’Imu: la risposta fornita dal ministero dell’Economia contraddice totalmente le affermazioni del deputato Sel. A quanto si evince dai dati forniti dal ministero i tre quarti dei contribuenti (74%) Tasi hanno un reddito inferiore ai 28mila euro, a fronte di un 3% in fascia massima: dati che sconfessano totalmente l’idea per cui l’abolizione della tassa porterebbe ”dannosi effetti redistributivi”, ma anzi favorirebbe la crescita della domanda interna, pesando meno sulla popolazione.

A fronte di un gettito fiscale di poco più di 3 milioni di euro (di cui ben 2.319,3 sulle spalle dei cittadini meno facoltosi) l’Imu e la Tasi rappresentano infatti una tassa che colpisce il ceto medio e il ceto più povero in proporzioni decisamente maggiori. Infatti anche la fascia mediana, quella con reddito compreso tra i 28mila e i 55mila euro, è costituita da un numero di contribuenti minore ma comunque ben più grande del ceto ”alto”: questa fascia infatti rappresenta il 19,67% con un guadagno per lo Stato di 820,9 milioni di euro.

La fascia più colpita dalla Tasi è quella appena inferiore, composta dai contribuenti con reddito tra i 10mila e i 28mila euro: questi ultimi rappresentano quasi la metà dei contribuenti (46,99%) e portano nelle casse dello stato 1.483,9 milioni di euro. Si tratta di cifre sorprendentemente alte se le compariamo ai dati delle due fasce più alte, 55mila-75mila (2,63% dei contribuenti) e oltre i 75 mila (2,79%): queste fasce portano rispettivamente 148 milioni e 198,2 milioni nelle casse dello Stato italiano e il versamento medio dei cittadini più ricchi è di 362 euro, contro i 152 dei cittadini con un reddito inferiore ai 10mila euro.

I dati, quindi, parlano chiaro e contraddicono apertamente le parole di Giovanni Paglia: la Tasi costringe un cittadino con un reddito più di sette volte inferiore a pagare soltanto la metà di contribuenti ben più facoltosi, rappresentando quindi una fonte di squilibrio.

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