Calcolo ravvedimento operoso 2015: cos'è, quali sono le sanzioni e gli interessi
Ravvedimento operoso

Nel 2015 il calcolo ravvedimento operoso ha cambiato alcuni suoi aspetti, i quali lo rendono leggermente differente rispetto quello degli anni passati. Andiamo a vedere nel dettaglio tutte queste differenze: cos’è e quali sono sanzioni e interessi che riguardano tale calcolo.

Il ravvedimento operoso rappresenta un comportamento che può essere adottato da tutti coloro che magari, per un motivo o per l’altro, non hanno versato l’imposta dovuta oppure non hanno saldato il loro debito. Inoltre è definito come il comportamento volontario da parte del contribuente: esso infatti deve di sua spontanea volontà effettuare il suddetto versamento. Questo comportamento non è contemplato se, dopo la scadenza ed i termini previsti per effettuare il ravvedimento operoso da parte del contribuente, lo stesso riceve degli avvisi oppure viene aperta un’indagine a suo discapito.

Il ravvedimento operoso può essere di diversi tipi: quello che spesso viene utilizzato è quello sprint, ovvero prevede che il versamento venga effettuato entro il quattordicesimo giorno successivo alla data di scadenza dell’imposta. Quindi, se questa scade il primo ottobre, il contribuente potrà adottare questo comportamento entro e non oltre il quindici dello stesso mese: verrà applicato un tasso d’interesse giornaliero, calcolato sul tasso attuale, più un aumento del 0,2% per ogni giorno di ritardo.

Il ravvedimento, che viene compiuto tra il quindicesimo e trentesimo giorno di ritardo, prende il nome di ravvedimento breve: il calcolo del ravvedimento operoso 2015 tiene conto del tasso d’interesse giornaliero sarà pari al tre percento, più gli interessi giornalieri calcolati al tasso d’interesse in vigore. Il ravvedimento operoso medio invece è quello che viene compiuto entro i tre mesi dalla scadenza del versamento dell’imposta: si applica un tasso del 3,33% su ogni giorno di ritardo ed gli interessi sul tasso annuale in vigore. L’ultimo ravvedimento è quello lungo, che scatta nel momento in cui si supera il novantesimo giorno di ritardo: l’imposta deve essere versata entro il termine dell’anno solare e con una maggiorazione del 3,75% per ogni giorno di ritardo.

Ecco dunque in cosa consiste il ravvedimento operoso 2015 e come può essere identificato e calcolato: questo dovrà essere versato col modello F24 per le imposte sui redditi, col modello F23 per le imposte indirette e col modello F24 Elide per i proprietari di case in affitto.