Lettera dell'Agenzia dell'Entrate. Cosa fare, per agire al meglio?

Ritrovarsi con una comunicazione da parte dell’amministrazione finanziaria tra le mani non rappresenta, di certo, un’esperienza piacevole. I motivi alla base dell’invio possono essere molteplici e per questo è necessario fare un po di chiarezza su quest’argomento, tanto vasto quanto spinoso. Ecco tutto quello che c’è da sapere su come comportarsi quando ci ritroviamo una lettera del fisco nella nostra cassetta postale !

Può capitare che, anche dopo aver compilato la propria dichiarazione dei redditi in maniera scrupolosa e attenta, il Fisco decida di verificare con più cura quanto dichiarato. Ciò non avviene necessariamente entro pochi mesi dalla dichiarazione: l’Agenzia delle Entrate, infatti, ha a disposizione molti anni per completare i controlli e può dunque capitare che, ad una prima lettera in cui si comunicava l’esattezza dei dati, ne segua un’altra con la richiesta di ulteriori documentazioni o, nei casi peggiori, con la richiesta di un pagamento.

Questa procedura è giustificata dal modus operandi adottato dall’Agenzia delle Entrate italiane. Infatti, il fisco può verificare le dichiarazioni dei contribuenti attraverso due diversi tipi di procedure: il controllo automatico e il controllo formale. Il controllo automatico è, appunto, una procedura automatizzata che viene applicata a tutte le dichiarazioni e verifica la corrispondenza tra quanto affermato dal contribuente e le informazioni che già possiede, con il supporto dell’Anagrafe tributaria. Tuttavia, il controllo resta ad un livello superficiale, senza indagare nello specifico.

Il controllo formale, invece, viene effettuato solo per alcuni casi, e cioè quelli che presentano un tasso di rischio maggiore. Attraverso questa procedura, è possibile verificare che non ci siano state manipolazioni nella dichiarazione dei redditi da parte del contribuente. Infatti, non sempre una spesa che il contribuente dichiara come deducibile lo è davvero. Per questo motivo il Fisco richiede ulteriori documentazioni a supporto di quanto dichiarato.

Una volta accertata l’irregolarità, il contribuente che decida di regolarizzare la sua posizione può godere di alcuni sconti sulla cifra pattuita. Infatti, pagando entro il trentesimo giorno dall’avvenuta comunicazione, il contribuente può risparmiare da uno a due terzi della sanzione.

CONDIVIDI

Facci sapere cosa ne pensi !