Lavoratori Freelance: vantaggi e svantaggi di una situazione un pò

I Freelance sono lavoratori autonomi che offrono le proprie prestazioni, spesso occasionali, a diversi datori di lavoro a volte anche se firmare alcun contratto che regolamenti la propria posizione. I vantaggi di un’attività del genere possono essere la libertà negli orari e la possibilità di scegliere di fare quello che si vuole ma anche a livello fiscale, ce ne sono tanti a partire dal poter scaricare i costi affrontati. Ma ci sono anche degli svantaggi? Forse le spese che sono sempre a carico del lavoratore e non del datore di lavoro. Ma vediamo insieme i dettagli relativi a Partita Iva e costi di gestione.

I Freelance vanno sempre più di moda. E’ la figura lavorativa più in voga del momento e questo perchè permette al datore di lavoro di liberarsi da ogni vincolo e da ogni costo che può essere a suo carico optando, invece, per un lavoratore dipendente che sia esso a tempo determinato o indeterminato.

I lavoratori autonomi liberi da ogni tipo di contratto e pronti ad erogare servizi a propria discrezioni, si dicono Freelance e per aprire una Partita Iva e mettersi in proprio non è necessario un lungo iter burocratico.

Per diventare Freelance è necessario aprire una partita Iva. Il primo vantaggio è quello secondo il quale se il guadagno è inferiore ai 7.000 euro non è necessario pagare l’Iva. Al di sopra dei 10.500 euro, invece, va versata l’Iva ordinaria.

I costi legati all’operazione di apertura di partita IVA sono quelli che riguardano l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, i costi del commercialista o del proprio consulente e, infine, il 5% annuo su quello che si guadagna.

Quali sono, invece, i vantaggi? Il freelance può fatturare a proprio nome e scaricare l’IVA di possibili acquisti o di prodotti che, però, devono essere legati alla propria attività e, naturalmente, corredati di fattura che ne dimostra la transazione.

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