Irpef: i familiari a carico: a chi spettano le detrazioni

In materia di detrazioni Irpef si considerano familiari a carico il coniuge non legalmente separato e i figli, di qualunque età e compresi anche quelli adottivi, affiliati, affidati e nati al di fuori del matrimonio purché riconosciuti. Inoltre, sono potenzialmente a carico anche i discendenti dei figli, i genitori (anche adottivi), le nuore e i generi, nonché i fratelli (e le sorelle).

Per considerare a carico queste ultime categorie di parenti, è necessario che siano conviventi con il soggetto cui spettano le detrazioni fiscali e, per tutti i gradi di parentela elencati, va rispettato un limite di natura reddituale.

Infatti, le disposizioni tributarie prevedono che un soggetto, per essere fiscalmente a carico di qualcun altro, deve possedere un reddito lordo annuo inferiore o uguale a 2.840,51 euro. Ai fini del computo di tale limite reddituale, si considerano tutti i proventi, anche quelli ricevuti da enti internazionali o da quelli ecclesiastici, al lordo degli oneri deducibili.

La determinazione del numero e della tipologia di familiari a carico rileva, in ambito fiscale, per individuare il contribuente cui spettano le relative detrazioni da scomputare dall’IRPEF lorda dovuta annualmente. L’aspetto più particolare, nella casistica di persone che possono essere ritenute fiscalmente a carico di terzi, riguarda i figli.

Essi, se non diversamente stabilito, danno diritto a una detrazione che i coniugi, non legalmente separati, devono ripartirsi in parti uguali.

Per contro, i coniugi stessi possono esplicitare, in sede di dichiarazione dei redditi, una scelta differente, ossia quella di imputare le detrazioni per figli a carico interamente a favore di chi, tra marito e moglie, possiede un reddito imponibile più elevato.

Nel predetto art. 12 del TUIR (nonché nelle istruzioni del fascicolo 1 di “UNICO Persone Fisiche”) si trovano la misura e le modalità applicative delle detrazioni IRPEF per familiari a carico.

In questa sede, val la pena di ricordare che detti bonus fiscali sono rapportati a mese e che, nel caso in cui non vi sia capienza del reddito imponibile, l’eccedenza di tali detrazioni può essere riportata al periodo d’imposta successivo sotto forma di credito IRPEF.