Inps maternità: domanda di congedo

Il congedo di maternità che si richiede all’INPS , è obbligatorio e prevede l’astensione dal lavoro delle donne lavoratrici in gravidanza e puerperio per un periodo di 5 mesi: 2 mesi prima della presunta data del parto (salvo flessibilità) e 3 mesi dopo la presunta data del parto (salvo flessibilità). Dietro rilascio di certificato medico, il periodo di astensione può essere ripartito anche nel seguente modo: 1 mese prima della presunta data del parto (salvo flessibilità) e 4 mesi dopo la presunta data del parto (salvo flessibilità).

Il congedo di maternità è previsto dall’INPS anche per le adozioni e gli affidamenti preadottivi: in questi casi, il congedo decorre a partire dall’ingresso effettivo del minore nella nuova famiglia. La domanda di congedo di maternità obbligatorio può essere presentata online o attraverso un CAF o un patronato dalle seguenti categorie di donne in gravidanza e puerperio:

  •  lavoratrici dipendenti assicurate all’INPS;
  •  lavoratrici disoccupate o sospese in due casi: qualora il congedo inizi entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro o qualora alle lavoratrici spetti l’indennità di disoccupazione, l’indennità alla mobilità oppure alla cassa integrazione e il congedo sia iniziato dopo 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro;
  •  alle lavoratrici agricole;
  •  alle lavoratrici addette ai servizi domestici o familiari;
  •  alle lavoratrici a domicilio; alle lavoratrici LSU e APU;
  •  alle lavoratrici assicurate ex IPSEMA.

Oltre alla domanda di maternità obbligatoria, le donne possono presentare all’ INPS anche domanda di congedo parentale (o comunemente detto di maternità facoltativo). Il congedo parentale o facoltativo, innanzitutto, spetta solo alle lavoratrici dipendenti, a quelle agricole e a quelle ex IPSEMA: non spetta, dunque, alle madri disoccupate o sospese, alle lavoratrici domestiche o a domicilio.

Il congedo in questione consiste nell’astensione dal lavoro per un periodo non inferiore ai 2 mesi e non superiore ai 10 entro i primi 8 anni di vita del bambino. E’ bene precisare che i congedi di cui sopra spettano anche al padre: o meglio, il congedo obbligatorio spetta al padre qualora la madre non ne usufruisca, mentre quello facoltativo può essere usufruito dal padre anche contemporaneamente.