Come ogni anno si avvicina la scadenza per il pagamento del saldo relativo all’IMU (Imposta Municipale Propria). La recente normativa prevede che l’imposta non si applica alle case destinate ad abitazione principale ad eccezione di quelle considerate come abitazioni di lusso.

Ne consegue che le abitazioni, oltre quelle di lusso, cui si applica l’imposta sono quelle considerate come seconda abitazione e tutti gli altri immobili non esenti. L’aliquota base che si applica a questi immobili è del 7,6 per mille ma i comuni hanno facoltà di applicare una maggiorazione dell’aliquota di un ulteriore 0,3 per mille fino ad arrivare ad un massimo del 10,6 per mille.

La base imponibile sulla quale viene effettuato il calcolo dell’imposta Imu è la rendita catastale rivalutata. Questa si ottiene moltiplicando il valore della rendita catastale per il 5 per cento ed il risultato così ottenuto si moltiplica per il coefficiente fisso 160. L’utilizzo di questo coefficiente appare in realtà poco equo perchè se da un lato cerca di livellare i valori catastali ai quelli di mercato, dall’altro non tiene conto della effettiva localizzazione degli immobili nelle diverse realtà comunali.

In ogni caso, al valore ottenuto con il calcolo illustrato in precedenza, si procede poi ad applicare l’aliquota Imu prevista dal comune di appartanenza determinando così l’imposta dovuta. Il pagamento dell’imposta deve essere effettuato, tramite modello F24, nel termine perentorio previsto per le scadenza dell’acconto e del saldo, solitamente previste rispettivamente per il 16 giugno ed il 16 dicembre di ogni anno.

In caso di ritardato pagamento sono previste tre forme di sanzioni con ravvedimento del contribuente: il ravvedimento sprint, breve e lungo. Il primo ha luogo quando il contribuente sana la situazione entro due settimane con una sanzione dello 0,20%; il secondo quando il contribuente sana la situazione dopo le due sanzioni con una sanzione fissa del 3% più interessi legali per i giorni di ritardo; quello lungo infine ha luogo quando il ritardo supera il mese e si applica una sanzione fissa del 3,75% più interessi legali.

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