Finanziamenti nuove imprese: arriva il nuovo decreto attuativo

E’ finalmente stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 settembre scorso il decreto nr. 140 del Ministero dello Sviluppo Economico che fissa le agevolazioni e le modalità di richiesta di finanziamenti e agevolazioni a sostegno della nuova imprenditorialità.
Le agevolazioni sono finalizzate alla promozione e alla nascita di nuove imprese e cooperative che comprendano per almeno la metà dei soci donne oppure donne e uomini di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, proprio per stimolare la crescita del lavoro autonomo femminile e delle giovani generazioni.

Vincolo imprescindibile: la società deve essere stata aperta non più di dodici mesi prima della presentazione della domanda. Il tetto massimo dei programmi di investimento compresi nelle agevolazioni è di 1,5 milioni di euro, ed la ditta deve essere in grado di iniziare a lavorare entro 24 mesi dall’erogazione del finanziamento.

Per quanto riguarda i settori di impresa poi, ce n’è un po’ per tutti i gusti: dal settore del turismo e dei viaggi a quello dell’agricoltura, dall’artigianato alla fornitura di qualsiasi tipo di servizio. E’ compresa anche la vasta filiera culturale, e naturalmente quella della promozione di ambienti, territori e beni artistici e culturali locali.

Nelle spese che vengono rimborsate con agevolazioni ci sono sia quelle vive per l’apertura della ditta, a partire dall’acquisto di terreni o fabbricati, si tutto quello che concerne l’impiantistica necessaria alla produzione e al lavoro. Si può inoltre richiedere il finanziamento anche per la registrazione di eventuali brevetti necessari al lavoro della nuova impresa.

Per quanto riguarda la restituzione, si tratta di finanziamenti a tasso zero ed il tempo a disposizione è di un massimo di otto anni. La cifra che può essere corrisposta equivale a massimo il 75 per cento del totale, e viene restituita in due rate semestrali. Se non si riesce a pagare una delle due rate, che scadono a maggio e nel mese di novembre, scattano gli interessi per la mora sulla rata debitoria.

Massima libertà alle idee, insomma, proprio per cercare di sponsorizzare il più possibile imprese che lavorino e, soprattutto, che diano lavoro al maggior numero possibile di disoccupati.

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