Redditi 2014, dichiarazione unica lavoratori autonomi: scadenza, ravvedimento operoso, info e come pagare

Come ogni anno, anche per il 2015 è stata prorogata con decreto del Consiglio dei Ministri la scadenza della consegna delle dichiarazioni uniche, relative ai redditi 2014 dei lavoratori autonomi, e di tutti coloro che hanno avuto per l’anno scorso redditi non dichiarabili, per reddito o per tipo di contratto. La data limite della presentazione, quindi, inizialmente fissata nel mese di luglio, è stata spostata al 21 settembre 2015 e come sempre l’Agenzia delle Entrate permette di compilare online il modulo ed inviarlo telematicamente sia prima che dopo la scadenza con i dovuti interessi in caso di ritardo.

Per chiunque avesse già provveduto alla compilazione della dichiarazione, è la stessa data a sancire la chiusura della possibilità di correggere eventuali errori nella certificazione. Con lo stesso decreto sono stati modificati anche i tempi per il cosiddetto ravvedimento operoso: si tratta di una correzione, pagando la differenza, di eventuali errori che comportano pendenze nei confronti del fisco. In base alle modifiche applicate al ravvedimento operoso, infatti, vengono apposte delle sanzioni da aggiungere a quanto versato alle casse dello stato in base al ritardo con il quale si provvede a pagare quanto dovuto.

Tale ritardo viene diviso non più in soli tre scaglioni, ma addirittura in 6 differenti opzioni, che variano per tempo e ingenza della multa, applicata proporzionalmente a quanti giorni, mesi o anni sono stati fatti passare prima del saldo. Se si procede al pagamento entro 14 giorni, viene applicata una sanzione dello 0.2% per ogni giorno di mora trascorso, che diventa il 3% se si paga entro 30 giorni, ed il 3.3 % entro i 90 giorni.

Il discorso cambia invece quando si aspettano anni per sopperire alle proprie mancanze passate: per un pagamento entro un anno, ad esempio, la sanzione sarà del 3.75% sul totale dell’importo da versare. La sanzione diventa invece del 4.2% se si provvede al pagamento entro due anni, oppure con la seconda dichiarazione successiva, che diventano il 5% oltre i due anni oppure dopo la seconda dichiarazione successiva. Attenzione quindi ai tempi del ravvedimento operoso, per evitare conti davvero salati.

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