Dopo continui rinvii si è finalmente stabilita come data ultima di possibile presentazione il 23 luglio scorso. I ritardi nella presentazione hanno fatto slittare ovviamente anche i relativi rimborsi del credito irpef, generatisi grazie agli oneri deducibili indicati nelle dichiarazioni da poco presentate. I ritardi sono stati generati come previsto dal nuovo modello 730 precompilati, che ha causato rallentamenti a catena, in primo luogo a carico degli intermediari, oberati da montagne di richieste che sono state evase in scaglioni, fino ad ammassarsi vicino al termine ultimo utile. Milioni di contribuenti, ma non la totalità degli aventi diritto, avranno ormai ricevuto il rimborso a settembre.

Ma chi sono i soggetti tenuti all’erogazione delle somme anticipatamente incamerate dallo stato e non dovute? Se chi ha versato le nostre tasse, in nostra vece, è il datore di lavoro, che si sarà quindi sostituito a noi negli adempimenti fiscali verso lo stato (sostituto d’imposta), questi sarà anche il soggetto che è tenuto a rimborsare il credito.

Ma i soggetti identificabili come sostituti d’imposta sono molteplici, dal condominio ai classici datori di lavoro, passando per i semplici committenti di lavoro autonomo e gli enti pensionistici in caso di pensionati. Con questa varietà di soggetti, a prescindere dal caso specifico, si potrebbe generare un problema qualora, per ragioni varie, il sostituto si astenesse dall’elargire il rimborso.

Un altro possibile motivo, dell’assenza nelle nostre tasche di quanto abbiamo diritto a ricevere indietro da parte dello stato, è aver perso il sostituto d’imposta, magari per via di un licenziamento arrivato nel frattempo. A causa dell’assenza di busta paga quindi, dove avremmo fisicamente trovato le somme restituite. Recuperare il credito, dovuto a tutte quelle spese effettuate nell’anno di riferimento, che vanno a incidere sulle tasse che abbiamo versato in anticipo, potrebbe non essere così automatico a quel punto. Ma niente paura, il credito fortunatamente non è perduto.

Innanzitutto anche in presenza di un sostituto d’imposta, il modello 730 può essere inviato in forma autonoma. Ma qualora il 730 sia stato correttamente presentato dal datore di lavoro, ma questi abbia omesso ugualmente di restituire il dovuto, basta rivolgersi all’Agenzia delle Entrate entro 48 mesi .

CONDIVIDI

Facci sapere cosa ne pensi !