Spese legali dello stato: in 5 anni spesi più di 2 miliardi in processi !

Chi ha avuto a che fare con le amministrazioni locali sa bene che per far valere i propri diritti spesso non è sufficiente essere dalla parte della ragione o reclamare il buon senso. È facile in questi casi che la risposta dei rappresentanti dello stato sia standard, e consista in azioni legali capaci di procrastinare la risoluzione del conflitto trascinando la cosa per anni.

Quelli che non tutti sanno è che la maggior parte dei processi per cause amministrative o civili sostenuti dalle istituzioni si risolvono in favore del cittadino, con risvolti negativi che ricadono doppiamente su noi tutti.

Conseguenze che colpiscono nello specifico la parte coinvolta, che si vede negare per anni i propri diritti con tutti i disagi morali e materiali che questo comporta (vedi piccole aziende andate in fallimento per i crediti vantati non riscossi in tempo utile), e in generale per la levitazione dei conti dello stato, cosa che ricade poi alla fine su noi tutti in forma di tasse a balzelli.

Dall’analisi degli ultimi 5 anni della banca dati del Siope, contenente tutti gli esborsi da contenzioso, si evince infatti che dal 2010 i risarcimenti dovuti a cause perse da Stato, regioni e amministrazioni locali, in processi di natura sia civile che amministrativa, ammontano a più di un milione di euro al giorno.

Come prevedibile la parte più rilevante, di questa emorragia di fondi pubblici, deriva da pagamenti a seguito di sentenze per cause amministrative o civili in favore di cittadini, per controversie su servizi erogati. Seguono per rilevanza i contenziosi con i dipendenti pubblici e i fornitori.

In percentuale, i maggiori responsabili di questo stato di cose sono risultati i comuni, seguiti dalle regioni e infine le provincie, fanalino di coda con poco più del 5% della spesa complessiva per risarcimenti dovuti in sede civile.

Non mancano all’appello nemmeno spese di natura bancaria, tipo interessi per scoperti in assenza temporanee di liquidità.
A Sicilia e Basilicata va la maglia nera di questo stato di fatto, di un’amministrazione che va contro il cittadino e contro i propri interessi di buon governo della cosa pubblica.

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