Simonetti chiede la riforma pensioni

L’onorevole Simonetti ha dichiarato la necessità di cambiare in maniera radicale la Riforma delle pensioni Fornero, individuando, fra l’altro, tre impegni concreti per arrivare ad una riforma sostanziale e migliore: quota 100, opzione donna e settima salvaguardia esodati. Questi tre punti saranno difesi da Simonetti nelle sedute della Commissione Lavoro che sono riprese a partire dal 9 settembre 2015, quando si riaprirà la discussione sulle modifiche all’attuale sistema pensionistico.

Discussione che sta tenendo sull’allerta milioni di lavoratori che temono delle modifiche che possano addirittura peggiorare l’attuale situazione previdenziale. Vediamo quali, secondo l’onorevole Simonetti, dovrebbero essere gli elementi caratterizzanti la nuova riforma pensionistica.

Quando parla di quota 100 intende un sistema che consenta ai lavoratori di andare in pensione se la somma dei contributi versati e dell’età anagrafica è pari a 100, con gli unici limiti, sempre secondo Simonetti, dei 35 anni di contributi e dei 58 anni anagrafici. In pratica si potrebbe andare in pensione a partire da 58 anni se si sono già versati 42 anni di contributi oppure a 65 anni se si sono versati 35 anni di contributi.

Riguardo quella che Simonetti chiama “opzione donna“, si tratta di una norma interpretativa all’attuale legge che prevede la possibilità di pensione anticipata per le donne a patto di accettare il sistema contributivo puro, in modo tale che questa possibilità possa essere prorogata sino al 2018.

Per gli esodati, Simonetti ha dichiarato di aver già ottenuto in Commissione Lavoro la possibilità di inserire nella nuova riforma la settima salvaguardia, un opzione che consentirà a coloro i quali sono stati esclusi dalla Legge Fornero, rimanendo senza pensione e senza lavoro, di rientrare nelle categorie destinate alla pensione.