Riforma pensioni, ultime news 27 Luglio 2016: Poletti e sindacati a confronto

Le ultime news sulla riforma pensioni ad oggi 27 luglio 2016 riguardano il prossimo incontro che si terrà venerdì 29 luglio e vedrà come protagonisti per il Governo il ministro del lavoro Poletti e come controparte i sindacati. Gli incontri si stanno susseguendo da mesi tra Governo e parti sociali, lo scopo é quello di raggiungere entro agosto un piano condiviso di proposte da portare in legge di Stabilità. Al momento vediamo quali sarebbero le intenzioni del Governo in tema di rimodulazione della Legge Fornero e le perplessità dei lavoratori e delle parti sociali. Come potrebbe cambiare nel 2017 il sistema previdenziale italiano? Ecco i dettagli delle proposte allo studio.

Riforma pensioni, ultime news 27 Luglio 2016: questo il possibile piano del Governo

Le ipotesi oggi allo studio del Governo riguardano in primis la flessibilità in uscita e la possibilità di renderla fattibile a partire dallo stock di risorse che Poletti ha assicurato esserci per il comparto previdenziale. Le risorse non sono infinite, quindi, é necessario, ha spiegato il ministro del lavoro, comprendere quali siano le misure che potrebbero maggiormente tornare utili al sistema previdenziale italiano, al fine di dare nuova linfa anche alla future generazioni.

Dietro ad una buona riforma pensioni 2016 potrebbe nascondersi quel sano turn over generazionale che consentirebbe ai nostri giovani di accedere finalmente, in regola, al mercato del lavoro. In fondo il motto di Damiano é sempre stato ‘Ai giovani il lavoro, agli anziani la pensione’. Che sia finalmente giunto il momento giusto?

Riforma pensioni, ultime news 27 Luglio 2016: le ipotesi allo studio maggiormente discusse

Il Governo ha in cantiere diverse proposte, attualmente ben poco condivise dai lavoratori e dai sindacati, si tratterebbe:

-dell’APE, assegno pensionistico anticipato, che consentirebbe di poter accedere 3 anni prima alla quiescenza. Il pegno sarebbero delle penalizzazioni permanenti sull’assegno ultimo, il tutto sarebbe reso possibile attraverso una sorta di prestito contratto con  la banca da rendere negli anni.

– La seconda proposta al vaglio riguarderebbe invece i precoci, per loro allo studio non vi sarebbe l’APE, ma una sorta di misura ad hoc, che sta facendo comunque discutere il web e le parti sociali. Si tratterebbe dell’ormai noto bonus contributivo per quanti hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età, uno sconto contributivo pari a 4/6 mesi per ogni anno lavorato prima del 18esimo. Questa misura taglierebbe fuori, riducendo sensibilmente la platea dei beneficiari, tutti coloro che pur avendo 41 anni di contributi hanno iniziato a lavorare  a 18 anni o sono stati messi in regola dal datore di lavoro solo con la maggiore età.

Riforma pensioni, ultime news 27 Luglio 2016: chi resterebbe escluso?

Un lavoratore che avesse iniziato a lavorare a 19 anni con oggi 41 anni di contributi alle spalle, avendo 60 anni non potrebbe, ad oggi, usufruire di alcuna misura e sarebbe costretto a lavorare, data la giovane età anagrafica, almeno fino al raggiugimento dell’anzianità contributiva attualmente richiesta ossia: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. Un ‘buco nell’acqua’ dunque per questi lavoratori, non considerati dallo Stato, precoci veri, ma altrettando esausti di lavorare.

Ieri i lavoratori precoci hanno consegnato a Palazzo Madama le 50.000 firme raccolte a sostegno del Ddl 857 comprensivo anche della quota 41, chissà se il Governo, ieri in rappresentanza del senato vi era Sacconi all’incontro con i lavoratori, terrà in considerazione il volere palese che giunge dal basso o se per l’ennesima volta deciderà considerando solo l’aspetto ‘risorse’.

Vi terremo informati sulle prossime mosse dei lavoratori precoci e sulla riforma pensioni, continuate dunque a leggere le prossime news.