Riforma pensioni 2015: la Fornero da suggerimenti
Riforma pensioni 2015

Secondo l’ex ministro Fornero, la sua riforma pensioni potrebbe esser ritoccata concedendo una maggiore flessibilità in uscita, in sostanza i lavoratori dovrebbero poter anticipare il momento della pensione, prevedendo un taglio all’incirca del 3% sull’importo della pensione mensile per ogni anno di anticipo sull’uscita regolare dal lavoro. Anche se la Fornero nulla ha dichiarato circa i limiti anagrafici necessari per la richiesta di un pensionamento precoce, le sue considerazioni potrebbero aprire nuovi scenari politici sulla possibilità di una modifica del testo.

Sono ancora vive nella memoria di tutti gli italiani le lacrime dell’allora ministro durante la presentazione della Riforma sulle pensioni varate dal Governo Monti ormai quattro anni fa. I problemi che quella Riforma presentò furono tanti, in primis la creazione di una nuova figura: quella dei lavoratori esodati. Proprio la Fornero è ritornata a parlare di quella riforma che porta il suo nome adesso che il Governo Renzi sta pensando di apportare delle modifiche a quel testo in vista della prossima Legge di Stabilità.

Positive da parte del Governo le reazioni alle dichiarazioni della Fornero, da sempre paladina del rigore e avversa alla flessibilità. Cesare Damiano, infatti, non ha mai nascosto la volontà di introdurre nell’attuale sistema previdenziale, una maggiore flessibilità in uscita soprattutto a favore di quei lavoratori che svolgono mansioni pesanti o pericolose.

L’ipotesi di un taglio del 3% avanzato dalla Fornero è ancora da verificare, tanto che fonti vicine a Palazzo Chigi fanno sapere che secondo l’attuale Governo questa percentuale sarebbe troppo alta e nelle modifiche alle quali si sta lavorando si cercherà di introdurre delle decurtazioni minori.

Di certo c’è solo che il DDL 857, presentato proprio da Cesare Damiano, prevede una percentuale del 2% come taglio mensile per ogni anno di prepensionamento e soprattutto nessuna decurtazione e nessun limite anagrafico per chi ha raggiunto la soglia dei 41 anni di contributi versati. Qualora sia questa la linea del Governo, probabilmente verrebbe accolta in maniera positiva anche dalla maggior parte delle sigle sindacali che ci vedrebbero un superamento a favore dei lavoratori rispetto all’attuale riforma pensioni.