riforma pensioni 2015 manterranno le promesse?

C’è unione tra Cgil, Cisl ed Uil nel richiedere al governo Renzi di mantenere la promessa riguardo alla riforma delle pensioni. Il Premier si dice d’accordo, ma “a costo zero”. Maggiore flessibilità in uscita e riforma del testo di legge sulle pensioni. E’ la richiesta dei tre sindacati nazionali al governo, che per bocca del Premier risponde positivamente, ma chiarendo che deve essere “a costo zero”. Interviene anche la Confindustria con Squinzi che vede un problema con le “coperture” da ricalcolare ex novo.

Il problema delle pensioni continua ad agitare le acque dell’agenda politica ed i tre sindacati nazionali, Cgil, Cisl ed Uil, sono uniti nel chieder all’esecutivo di mantenere le promesse in tema di riforma delle pensioni, con una maggiore flessibilità.

Da parte sua, Matteo Renzi conferma la volontà del suo governo di procedere in questa direzione, ma ricorda ai suoi interlocutori che ogni modifica al testo della legge “Fornero” potrà arrivare soltanto con un “costo zero” per il bilancio dello Stato.

Il Premier lo ha detto chiaramente durante la sua partecipazione al programma di Rai 1 Porta a Porta, incalzato sulla questione dal conduttore Bruno Vespa. Renzi si è mostrato ottimista ed ha dichiarato che spera di fare le modifiche nei prossimi mesi.

La principale richiesta che viene avanzata dai rappresentanti dei lavoratori è quella di una maggiore flessibilità in uscita, richiesta che potrà essere accolta trovando il giusto equilibrio con i lavoratori che per andare prima in pensione rinunciano ad un po’ di denaro.

Secondo Squinzi, presidente di Confindustria, quello delle pensioni è un problema serio da affrontare, in quanto è necessario rivedere tutto il sistema delle “coperture”. Il leader degli industriali italiani ha espresso il suo parere durante una manifestazione a Bologna.

Tutti i sindacati hanno posto questo problema, con la Uil che ha tenuto a ricordare all’esecutivo ad al Premier le promesse fatte in questo campo e gli annunci che si sono succeduti nei mesi scorsi da parte sia di Renzi che di Poletti.

Anche la Cisl si è schierata sulla stessa posizione tramite un intervento di Maurizio Petriccioli, segretario confederale, il quale ha parlato di un errore se si disattendessero le promesse fatte, sulla base di un “mero” calcolo contabile.

Infine c’è da registrare anche la posizione della Cgil, con Vera Lamonica che ha parlato di necessità assoluta di una riforma, sottolineando che quando esiste la volontà politica, si riescono a trovare anche i soldi necessari.

Ora la palla è in mano al governo Renzi, che deve passare dalla fase degli annunci a quella della realizzazione, con i sindacati che continueranno a monitorare le sue mosse in questo campo.

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