Pensioni precoci, novità al 3-9-2016: lavoratori in lotta per la Quota 41

Le ultime novità al 3 settembre 2016 sulle pensioni precoci arrivano da Roberto Occhiodoro, amministratore del gruppo ‘lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’ che, confrontandosi in esclusiva con noi, ci spiega come mai la parola d’ordine resterà quota 41. Nel prossimo tavolo col Governo Renzi, ci dice, non si potrà scendere a compromessi su almeno un punto: la quota 41 per tutti senza penalizzazione legate all’età. La nostra battaglia, ci dice, é iniziata proprio con questa parola d’ordine e questa resterà la nostra prima richiesta, che crediamo sia giusta e assolutamente sostenibile.

Pensioni precoci, novità al 3-9-2016: su Quota 41 non si scenderà a compromessi

Le risorse per i precoci ci sono, ci dice convinto Occhiodoro. Siamo disposti a dimostrare, conti alla mano, che questa misura ad hoc sponsorizzata e promossa anche da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, é assolutamente sostenibile per lo Stato ed é una misura vantaggiosa e strategica anche per le nuove generazioni. I motivi? Ci dice sono semplici:

  • Se si lascia a casa un anziano, che ha ormai alle spalle ben 4 decenni di contributi versati e non è più motivato a lavorare perché esausto, potrebbero esserci delle aziende più produttive piene di giovani che, stanchi di rimanere a casa disoccupati, potrebbero finalmente mettere in campo le loro conoscenze ed il loro ingegno. Insomma, ci fa intendere, viva il motto di Damiano: “agli anziani la pensione ai giovani il lavoro”.
  • Il tasso di disoccupazione giovanile è alle stelle ed in continuo aumento, come confermano gli ultimi dati provvisori diffusi dall’Istat, già solo questo, ci dice piccato, dovrebbe convincere Matteo Renzi e tutto l’esecutivo dell’importanza di una riforma pensioni che conceda la pensione agli anziani e apra il mercato del lavoro ai giovani. Fuori un anziano, dentro un giovane, il ragionamento, ci dice, ci sembra elementare e scontato!

Pensioni precoci, novità al 3-9-2016: riforma 2016 subito, altro che fertility day

Occhiodoro sferra anche un duro colpo al fertility day proposto dal Ministro della Salute Lorenzin, a che serve cercare di convincere le nuove generazioni ad avere figli? I giovani, che non sono imprudenti, non è che non vogliono figli e che al momento attuale, con i tassi di disoccupazioni vigenti, non possono certo permetterseli.

Dunque solo agendo sul mercato del lavoro e sul comprato previdenziale sarà possibile dare nuova linfa alle generazioni future, che con una sicurezza economica maggiore, saranno i primi ad aver voglia di mettere su famiglia e fare i figli. Gli italiani, ci fa intendere Occhiodoro, non sono “bamboccioni” per volontà ma per necessità e per scarsa volontà del Governo a cambiare le cose.