Pensioni ai lavoratori precoci, On. Damiano:
Onor. Cesare Damiano

L’Onorevole Cesare Damiano, da sempre attento alle questioni inerenti al lavoro ed al sistema pensionistico, ha espresso non poca preoccupazione in merito alla condizione economica particolarmente complessa a cui il Governo è costretto a fare fronte nel più breve tempo possibile. Secondo Damiano, infatti, è estremamente necessario riformare l’attuale legge con la quale viene regolamentato il meccanismo delle pensioni. Sulla base di alcune indiscrezioni, pare addirittura che la riforma del sistema pensionistico sarà contemplata nella legge di stabilità di cui il Governo si occuperà già dal prossimo Settembre.

Ma quali saranno le novità contenute in tale riforma? Pur non essendoci alcuna informazione ufficiale a riguardo, sembra che il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan abbia posto particolare attenzione al tema della flessibilità in uscita.

In sintesi, dunque, la nuova norma potrebbe prevedere un’uscita anticipata dal mondo del lavoro rinunciando, però, ad una percentuale dell’importo a cui si avrebbe diritto.

In occasione della discussione in merito alla legge di stabilità, il Governo dovrebbe anche esprimersi in merito alla complessa questione degli esodati e della cosiddetta “opzione donna”.

Aspetto piuttosto controverso è, poi, quello relativo alla “Quota 41” grazie alla quale i lavoratori che si sono avviati al mondo del lavoro precocemente avrebbero diritto a raggiungere la pensione dopo 41 anni di contribuiti e senza alcun genere di penalizzazione.

C’è, poi, chi ritiene che sia necessario ragionare anche in merito all’abolizione della Legge Mosca che, al momento, consente a politici e sindacalisti di avere diritto alla pensione senza aver versato i contributi.

Il prossimo autunno, dunque, sarà cruciale per capire la direzione che deciderà di intraprendere il Governo in materia di lavoro e pensioni. Senza alcun dubbio, il dibattito politico sarà piuttosto articolato ed anche all’interno della maggioranza non mancheranno disaccordi e contrasti. Ad essere certa è, però, l’estrema necessità della riforma di un sistema pensionistico che, al momento, risulta essere decisamente insostenibile soprattutto a causa di privilegi che, data la dilagante ed inarrestabile crisi economica, è necessario smantellare per lasciare spazio ad un sistema pensionistico capace di guardare al futuro con ottimismo.

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