Pensioni 2016: flessibilità, anticipate e precoci

Una volta approvata la Legge di Stabilità, sarà necessario affrontare in modo adeguato il tema della flessibilità, delle pensioni anticipate e precoci che rappresentano ancora una questione aperta. E’ molto probabile che si ricerchi una soluzione attraverso un disegno di legge appositamente studiato, che vada a collegarsi alla Legge stessa.

Nel frattempo, tra le varie proposte mantiene un posto di primo piano il ddl Damiano-Baretta, con le proposte relative alle pensioni anticipate e precoci: in particolare il decreto prevede la Quota 97 per avvalersi dell’uscita anticipata con una penalizzazione pari al 2% annuo, mentre per i precoci prevede la Quota 41. Sul tavolo comunque sono in esame diverse proposte, che combinano interessi e considerazioni politiche differenti, tutte in ottica di riforma della nota Legge Fornero.

Ddl Damiano-Baretta per le pensioni anticipate e precoci

Il Governo ha preso in considerazione l’idea di una soglia minima per il pensionamento stabilita a 63 anni e sette mesi di età, ipotizzando una penalizzazione pari ad un tasso tra il 3 e il 4% per ciascun anno di anticipo prima di aver compiuto 66 anni. Tuttavia, il disegno di legge Damiano-Baretta rappresenta la proposta più efficace finora al vaglio sul tavolo di lavoro circa la riforma delle pensioni.

La linea principale prevede la possibilità di pensionamento all’età di 62 anni e con 35 anni di contributi, subendo una penalizzazione pari al 2% per ciascun anno di anticipo in uscita. E’ stato fissato anche un limite massimo in questo senso, pari all’8%. Per quanto riguarda i lavoratori precoci, si valutano le diverse opzioni: il ddl Damiano-Baretta prevede la possibilità di pensionamento senza limiti di età, qualora siano stati raggiunti 41 anni di versamenti contributivi.

Rimane infine l’ipotesi di sommare contributi ed età, attraverso la tradizionale pensione di anzianità, pensando in questo caso di fissare la somma necessaria all’uscita dal lavoro a Quota 100.

Ipotesi del “Piano” Boeri per il calcolo pensionistico

Ulteriore ipotesi allo studio in questa fase di valutazioni per la riforma delle pensioni è rappresentata dal “Piano Boeri“. Si tratta di una proposta che prevede una linea semi-contributiva integrale, in modo tale da permettere un’uscita dal lavoro con soglia di età minima, dovendo però sottostare al sistema contributivo più penalizzante. Sono ancora da definire i dettagli e da fissare i limiti della proposta stessa, ma nel frattempo sul tavolo delle trattative continuano a svolgersi discussioni sui più svariati temi, a partire dall’assegno universale per i lavoratori a rischio di perdita del lavoro, per arrivare alla eventualità di prestiti pensionistici ed agli incentivi per la contribuzione volontaria.

La posizione del Premier Renzi sulla flessibilità

La posizione del Presidente Matteo Renzi è stata più volte chiarita dallo stesso in prima persona: il Premier ha infatti dichiarato che la questione della flessibilità in ambito previdenziale deve essere affrontata in modo adeguato, in quanto fino ad oggi le normative previste hanno portato ad una eccessiva rigidità. Bisogna dare più spazio alla possibilità di beneficiare di una maggiore flessibilità in uscita, per tutti coloro che sono disposti al contempo ad accettare una riduzione degli assegni.