Riforma pensioni 2017: ok dalla Camera, emendamenti per la quota 41, esodati e precoci (oggi 30 novembre 2016)

Le ultime novità al 30 novembre 2016 sulla riforma pensioni 2017 giunge dall’ok della Camera e annunciano gli emendamenti accolti su opzione donna, esodati, stop penalizzazioni precoci e aumento pensioni basse 30-50 euro al mese. La misura è stata approvata in Commissione Bilancio e non c’è stato nessuno stravolgimento generale ma andiamo a scoprire tutte le novità e coloro che resteranno nuovamente escluso.

Riforma pensioni 2017, novità al 30 novembre 2016: focus opzione donna

Rientrano nella prossima legge di bilancio 2017 le nate nell’ultimo trimestre 57-58 che abbiano versato 35 anni di contributi, restano al momento fuori, ma fiduciose dell’ODG presentato dall’onorevole Maestri le donne che ambivano al proseguo di opzione donna oltre il 2016. Nasce altresì un nuovo gruppo ‘Movimento Opzione donna’.

Lo scopo dello stesso, specie dopo la chiusura del Comitato Opzione donna che ha raggiunto il suo obiettivo, sarà: “difendere un diritto fondamentale delle donne lavoratrici che chiedono il mantenimento dei criteri di flessibilità in uscita previsti dalla legge 23 agosto 2004, n. 243, ritenuti indispensabili per adottare misure correttive alle attuali regole del sistema pensionistico modificato, nel corso delle legislature a decorrere dal 2011, da una serie di interventi legislativi, tra cui la riforma Fornero, che hanno innalzato senza alcuna vera gradualità i limiti di età dell’età pensionabile delle donne da un minimo di quasi 4 anni ad un massimo di 7 anni rispetto alle regole previgenti.

Riforma pensioni 2017, novità al 30 novembre 2016: chi rientra tra i lavoratori precoci

La quota 41 verrà riconosciuta sia a coloro che sono iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, quanto a quei lavoratori che sono iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. In entrambi i casi il beneficio sarà fruibile unicamente da quanti abbiano versato almeno 12 mensilità prima del 19esimo anno d’età e che appartengano ad una delle categorie definite disagiate

• In stato di disoccupazione e privo di ammortizzatori da almeno 3 mesi alla data della domanda;
• Care giver di un parente disabile di primo grado, convivente da almeno 6 mesi al momento della richiesta di pensione;
Invalidi almeno al 74%;
• Occupati da almeno 6 anni in uno degli 11 mestieri che il Governo ha definito ‘gravosi’, oppure impiegati nei mestieri già definiti usuranti o nei lavori notturni già sanciti nel Dlgs 67/2011.

Riforma pensioni 2017, novità al 30 novembre 2016: la platea degli esodati si amplia

Con l’approvazione dell’emendamento sulla ottava salvaguardia degli esodati che era stato presentato dalla commissione Lavoro, riformulato dal relatore “si ripristina la data dell’ingresso nella mobilità al 31 dicembre del 2014 anziché al 31 dicembre 2012 come nel testo governativo. In questo modo il numero salvaguardati sale.La platea degli aventi diritti all’ottava salvaguardia si incrementa dai precedenti 27.700 a 30.700 portando complessivamente i salvaguardati ad oltre 160mila”.

Così il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, primo firmatario dell’emendamento, a margine dei lavori della Bilancio. Molti i lavoratori che ancora restano esclusi da questa riforma pensioni e per diversi di loro il Governo non ha manifestato la volontà politica di porre fine alla famigerata Riforma Fornero e di dar voce alle istanze dei lavoratori.

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