Riforma pensioni 2017, APE social: ecco i requisiti e chi può accedervi

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Riforma pensioni 2017, APE social: ecco i requisiti e chi può accedervi

Le ultime news sulla riforma pensioni 2017 riguardano i requisiti necessari per accedere all’APE social e arrivano da un articolo di Paolo Firo, giornalista de Il fatto Quotidiano, che ritiene pura follia le opportunità proposte dal Governo Renzi per poter accedere alla pensione anticipata. “Chi vi aderirà?” si chiede? Solo gli italiani masochisti o quanti sono disperati.

Riforma pensioni 2017, news al 10/11/2016: chi può accedere all’APE social?

Il pacchetto di riforme che rientrerà nella prossima legge di bilancio 2017 é sempre più definitio, tra le misure prioritarie per poter uscire prima dal mondo del lavoro, troviamo l’APE e la sua variante APE social. La prima é un assegno pensionistico anticipato le cui spese sono a carico del lavoratore, la seconda un’opportunità offerta a costo zero.

All’APE potranno accedere quanti abbiano almeno 63 anni d’età e vogliano uscire prima con la consapevolezza di lasciare’sul campo’ 5.5% del proprio assegno per ogni anno di anticipo. Una cifra considerevole che, a detta di Fior, porterà pochissime persone ad accettare tale opzione. Si consideri inoltre che sarà necessario pagare per 20 anni una sorta di mutuo per rendere l’anticipo pensionistico ottenuto dalla banca.

Riforma pensioni 2017, news al 10/11/2016: i requisiti per l’Ape social

Per poter accedere all’APE social bisognerà essere disoccupati da lungo corso privi di ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, parenti di un disabile di primo grado convivente da almeno 6 mesi al momento della domanda, inabile al lavoro condisabilità pari almeno al 74%, appartenente alla lista dei mestieri gravosi.

Sono 11 le categorie aggiunte ai mestieri usuranti che potranno accedere alla quiescenza, tra questi: macchinisti di treni, conciatori, guidatori di mezzi pesanti, operai edili, operatori ecologici, infermieri ed ostetrici che lavorano su turni, maestre d’asilo nido e scuola materna ed altri ancora inseriti nell’allegato A della bozza del decreto legge.

Riforma pensioni 2017, news al 10/11/2016: ecco cos’è la RITA

Paolo Fior così la decrive: “non è una gentile amica ma l’acronimo di “Rendita integrativa temporanea anticipata” (RITA). Si tratta precisa il giornalista, contrario alle manovre previdenziali proposte dal Governo, di un meccanismo con il quale anziché indebitarvi per andare in pensione in anticipo, utilizzate direttamente i vostri risparmi previdenziali per finanziarvi.

Il governo infatti ha deciso di introdurre una modifica per chi ha più di 63 anni che consiste nella possibilità di utilizzare in tutto o in parte il capitale accumulato nel proprio fondo pensione per ottenere una rendita mensile negli anni che mancano alla pensione di vecchiaia, una vera ‘genialata’ incalza Fior. In sintesi, quella del governo è una manovra che fa cadere tutti i costi della flessibilità in uscita sulle tasche dei lavoratori che perciò si guarderanno bene dall’aderire a questi nuovi strumenti di “flessibilità” a meno che non siano davvero disperati. E questo, conclude Fior, la dice lunga sul concetto di equità sociale che ispira Palazzo Chigi.

Terminano qui le news sulle pensioni ma torneremo presto con gli ultimi aggiornamenti su questo tema.

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