Nell’ambito delle tanto discusse pensioni e dei metodi per accedervi, proviamo a vedere come funziona il part time di prepensionamento, come regolato nella legge di stabilità 2016. Part time per gli ultimi tre anni di lavoro, prima della pensione. Dal compimento dei63 anni, è possibile iniziare un periodo di part-time volontario al 50% per tre anni, con la contribuzione di importo totale, prima della pensione.

Flessibilità per la pensione, regolata dalla legge di Stabilità 2016: part-time agevolato, per gli ultimi tre anni di lavoro

Alla fine la flessibilità pensionistica permette, secondo la legge di stabilità 2016, di accedere negli ultimi tre anni di lavoro, prima di entrare nella fase della pensione a partire dai 63 anni, di accedere ad un periodo triennale di part time, volontario. Le aziende dovranno pagare il contributo completo, in modo che il dipendente troverà in pensione l’importa del normale orario lavorativo.

La copertura non è molto costosa per lo stato, in quanto buona parte dei contributi sono versati a favore del dipendente dalle aziende. Questa misura fa parte di un primo atto di flessibilità in uscita, mentre stiamo attendendo, per i primi mesi del 2016, un’ulteriore riforma pensionistica. Si tratta, in pratica, di un prepensionamento attivo, che il dipendente ha diritto di scegliere volontariamente, attraverso comuni accordi con il datore di lavoro.

Il part-time dev’essere almeno al 50% dell’orario totale. Il lavoratore, in ogni caso, riceve in busta paga i contributi che l’azienda avrebbe dovuto versare all’INPS se il dipendente avesse lavorato a tempo pieno, ma tempo che trascorre in part-time è coperto da contribuzione figurativa. La pensione, quindi, sarà piena. La forma di prepensionamento che agevola con il part-time è diversa da quella del Jobs Act in una serie di punti fondamentali: è accessibile a tre anni dalla pensione (non due). Inoltre non è condizionata da alcun accordo di nuove assunzioni.

Il prepensionamento è volontario, dopo avere compiuto 63 anni, a tre anni dalla fine del rapporto

Il prepensionamento non è obbligatorio, ma solo un’agevolazione volontaria, che il dipendente può ottenere. Lo stipendio non viene comunque dimezzato, a fronte di un part-time al 50%, ed il dipendente ha la sicurezza che la pensione non verrà decurtata, ma il suo importo definitivo sarà esattamente uguale a quello che avrebbe percepito lavorando a tempo pieno.