Riforma pensioni: Paoletti e Padoan al lavoro per la pensione anticipata alle donne
Paoletti e Padoan

E’ da sempre uno dei temi più caldi di ogni governo di destra o di sinistra, quello che più va dibattuto con i sindacati e su cui è più difficile trovare un accordo serio e duraturo, che soddisfi tutti: il tema delle pensioni. Attualmente Paoletti e Padoan stanno lavorando ad una proposta che potrebbe sempre più concretamente diventare riforma. Le novità più importanti riguarderebbero le donne e i disoccupati, ma restano ancora da sciogliere alcuni nodi importanti. Il primo è quello legato alle ultime misure in fatto di pensioni introdotte dalla precedente riforma Fornero: lo scalino alto che blocca il turn over. L’innalzamento dell’età pensionistico introdotto dalla Fornero può e deve essere sostituito da un sistema più flessibile.

Ancora non c’è nulla di certo ma lo stesso Matteo Renzi fa sapere di essere ben disposto verso un accordo che preveda flessibilità. Si lavora per attuare misure che consentano alle donne di accedere alla pensione anticipata già a 62-63 anni di età, con 35 anni di contributi.

Un bel taglio rispetto ai limiti previsti dalla riforma Fornero, che però includono anche qualche sacrificio: un taglio del 10% dell’assegno pensionistico. Una soluzione che potrebbe comunque far gola a molte donne, che potrebbero “risparmiarsi” qualche anno di azienda in cambio di una decurtazione minima del salario.

Le novità sono anche per i disoccupati uomini: per chi perde il lavoro si starebbe pensando ad un’opzione che consenta la pensione anticipata di tre anni rispetto ai 66 anni e 7 mesi sempre con un taglio dell’assegno legato all’equità attuariale.

Questo significa che i disoccupati percepiranno un assegno prima se lo vorranno, ma più basso proprio perchè aumenterà il tempo di percezione di tale assegno. In fase di studio anche un assegno di solidarietà per tutti quei casi certificati di disagio più grave.

Naturalmente dopo queste prime indiscrezioni è arrivata pronta la risposta dei sindacati: CiSL e CGIL sono pronte a discutere solo se si innesca realmente un serio processo di flessibilità. Di certo il confronto continuerà ancora a lungo.

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