Pensione anticipata nel 2015 raddoppiano i dipendenti

Secondo i dati forniti dall’Inps nei primi 9 mesi del 2015 sono andati in pensione anticipata quasi il doppio dei dipendenti rispetto all’anno precedente. Questo è stato causato dalla normativa entrata in vigore nel 2011. Le pensioni erogate fino ad adesso sono state circa 109.000. Tuttavia questi metodi non convincono il presidente dell’Inps.

Con la pensione anticipata vi è stato un boom dei dipendenti nei primi 9 mesi. Si tratta di un incremento notevole rispetto ai dati forniti del 2014 secondo quanto dichiarato dall’Inps. Infatti si è passati dal 22% del 2014 al 34% dell’anno in corso, tenendo conto sia dei dipendenti statali che dei lavoratori autonomi per un totale di quasi 110 mila pensionamenti.
Ciò è stato dovuto alla legge introdotta nel 2011 n° 214 che ha creato un blocco dei pensionamenti di anzianità, così nel 2015 chi ha maturato i requisiti richiesti è riuscito a ritirarsi dall’attività lavorativa.

Questa legge non convince il presidente dell’Inps Tito Boeri che critica aspramente la scelta del governo Renzi, sebbene sia stato nominato dal Presidente stesso. In questo modo infatti si corre il rischio che invece di alleggerire il sistema lo si appesantisca maggiormente, portando solo aumenti di spese per il sistema oltre che a pensioni inadeguate. Infatti nello scorso anno circa il 12% dei richiedenti si è ritirato dall’attività lavorativa con meno di 500 euro al mese e pochissimi superano i 1000 euro.

Questo criterio di pensionamento infatti grava sia sulla spesa pubblica che sui pensionati stessi. Le pensioni anticipate rispetto all’età di vecchiaia creano solo danni per il sistema. Tuttavia con la nuova legge sono state concesse circa 46 mila pensioni agli esodati del 2014. L’intervento del governo di Matteo Renzi è stato solo parziale e si vedranno gli sviluppi nei prossimi mesi del 2015.